24 giugno 2019
Aggiornato 21:00
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Genova abbraccia il Papa: «Il cristiano è un missionario mite e creativo»

Una folla di migliaia di persone ha accolto Papa Francesco nel pomeriggio arrivato a piazzale Kennedy sulla papamobile letteralmente avvolto dagli applausi dall'affetto dei genovesi. Il pontefice: «Contro il male di vivere gettiamo l'ancora in Dio». Bagnasco: «Che Genova possa riprendere il largo per il bene di tutti»

Papa Francesco con gli operai dell'ILVA di Genova
Papa Francesco con gli operai dell'ILVA di Genova ( ANSA )

GENOVA - Quasi 100 mila persone hanno assistito alla messa celebrata questo pomeriggio a Genova da Papa Francesco al termine della sua visita pastorale nel capoluogo ligure. Il pontefice, dopo aver incontrato i lavoratori delle fabbriche genovesi nello stabilimento Ilva di Cornigliano, i vescovi della Liguria nella cattedrale di San Lorenzo, i giovani delle parrocchie genovesi e un centinaio tra migranti, detenuti e senzatetto al santuario della Madonna della Guardia e i piccoli pazienti dell'ospedale pediatrico Gaslini, ha raggiunto piazzale Kennedy a bordo della Papa-mobile in mezzo ad una folla festante. Già dalle prime ore del pomeriggio decine di migliaia di persone, tra cui moltissimi ragazzi, hanno preso posto nella piazza sotto un sole battente in attesa dell'arrivo del Santo Padre. «Nelle nostre giornate - ha detto Papa Francesco durante l'omelia - corriamo e lavoriamo tanto, ci impegniamo per molte cose, però rischiamo di arrivare a sera stanchi e con l'anima appesantita, simili a una nave carica di merce che dopo un viaggio faticoso rientra in porto con la voglia solo di attraccare e di spegnere le luci. Vivendo sempre tra tante corse e cose da fare -ha aggiunto- ci possiamo smarrire, chiudere in noi stessi e diventare inquieti per un nulla. Per non farci sommergere da questo 'male di vivere' - ha sottolineato il pontefice - ricordiamoci ogni giorno di 'gettare l'ancora in Dio: portiamo a Lui i pesi, le persone e le situazioni, affidiamogli tutto. È questa - ha concluso - la forza della preghiera che collega cielo e terra, che permette a Dio di entrare nel nostro tempo».

Migliaia i volontari giunti a Genova per il Papa
Al termine della messa, concelebrata da 15 vescovi sul palco e 600 sacerdoti nelle prime fila della platea, il coro del Monte Cauriol ha eseguito dal vivo la canzone tradizionale «Ma se ghe pensu» dedicata ai genovesi emigrati. Per garantire la sicurezza durante le varie tappe della visita del Papa sono stati mobilitati oltre 1000 uomini delle forze dell'ordine, tra cui le unità speciali antiterrorismo. All'organizzazione e alla gestione dell'evento, che ha attirato fedeli anche dalle altre città della Liguria e dal Basso Piemonte, hanno collaborato anche un migliaio di volontari.

Bagnasco: «Che Genova possa riprendere il largo per il bene di tutti»
«Questa giornata - ha affermato al termine della funzione l'arcivescovo del capoluogo ligure ed ex presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco - Genova la terrà nel cuore. Non la dimenticheranno le famiglie dei disoccupati, gli operai dell'Ilva, i nostri sacerdoti e religiosi, i nostri giovani, i bambini e genitori provati dalla sofferenza, le istituzioni civili e militari. Siamo liguri - ha proseguito il cardinale - gente un po schiva come certi motori diesel che ci mettono un po ma poi iniziano a correre. Siamo gente di mare e il nostro deve rimanere un porto aperto, solidale. Che Genova - ha detto ancora Bagnasco - rimanga una città accogliente e fraterna, una città generosa nonostante qualche mito. Lei - ha concluso rivolgendosi a Papa Francesco - ci ha dato con la sua parola e il suo esempio un forte impulso e una fiducia profonda che Genova come città possa riprendere il largo per il bene di tutti».