Emergenza clandestini

Zuccaro chiede poliziotti su navi Ong, loro replicano: «Non se ne parla»

Nuova audizione per il procuratore di Catania in Commissione Migranti e Antimafia dove ha chiesto più risorse per combattere la tratta di esseri umani fra Italia e Libia. Il pm ha ricordato che «la massa di denaro finalizzata all'accoglienza è estremamente ampia per non attirare gli interessi delle organizzazioni mafiose»

Nuova audizione per il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, in Commissione Migranti e Antimafia
Nuova audizione per il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, in Commissione Migranti e Antimafia (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – Nuova audizione per il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro in Commissione Migranti e Antimafia, dove oltre ad aver ribadito di non avere prove di contatti fra Ong e trafficanti e del coinvolgimento di mafie italiane nella tratta di esseri umani fra Libia ed Italia, ha commentato un recente fatto di cronaca dove uno scafista ha sparato ad un ragazzo di 21 anni, uccidendolo, perché «colpevole» di non avergli consegnato il cappellino che portava in testa.

Polizia giudiziaria su navi Ong
Il magistrato ha detto: «Se a bordo delle navi delle Ong ci fossero delle unità di polizia giudiziaria ha detto sarebbe stato possibile assicurare subito alla giustizia i trafficanti che nei giorni scorsi hanno ucciso un giovane migrante solo per non aver voluto togliersi il cappellino. Non sarebbero tornati impunemente in Libia».

Jugend-Rettet: Ci pensino le navi militari a invetigare e individuare gli scafisti
Questa sua proposta, già avanzata da lui la scorsa settimana in Commissione difesa, non è piaciuta ai rappresentanti della Ong tedesca Jugend-Rettet presenti in audizione che hanno spiegato: «Non se ne parla di avere operatori di polizia giudiziaria a bordo. Non è questo il nostro compito e il nostro ruolo. Ci pensino le navi militari a invetigare e individuare gli scafisti. Il nostro compito si conclude con il salvataggi odi vite umane».

Criminalizzazione di Ong
La Ong è poi passata al contrattacco, rispondendo alle polemiche politiche scaturite anche dalle dichiarazioni del procuratore di Catania: «Un'assurdità ritrovarsi dalla parte dei cattivi. Veniamo qui perché abbiamo grandissimo rispetto delle istituzioni e però ci veniamo con spirito negativo per quello che sta accadendo attorno alle Ong: viviamo una criminalizzazione globale, è per noi uno choc e ci vogliamo far portavoce di nostri colleghi che non lavorano nel Mediterraneo e che vedono cadere su di loro questa onta».

Zuccaro: indagini su trafficanti, non Ong
Zuccaro, dal canto suo, ha spiegato che l'obiettivo delle indagini «non sono le Ong ma i trafficanti e alcune delle più recenti modalità del traffico che abbiamo registrato a Catania e stanno favorendo alcune Ong. Quindi dobbiamo svolgere alcune indagini». Il procuratore ha aggiunto di non aver «mai sparato nel mucchio, ma non posso fare nomi. Non è giusto che alcune Ong possano farsi schermo di quelle che sicuramente operano per nobilissimi fini di solidarietà, ed è per questo che è così importante fare chiarezza».

Legami trafficanti Ong solo ipotesi
Il pm si è poi difeso: «Che i trafficanti di uomini finanzino alcune Ong è un’ipotesi di lavoro, non ho mai detto che avevo elementi probatori su questo. A fronte di audizioni di Frontex e Marina che ci segnalano travalicamenti dei confini delle acque libiche e contatti telefonici tra persone operanti sulle navi di alcune Ong e la terraferma libica, c’è il sospetto di contatti tra le organizzazioni che gestiscono il traffico e alcune Ong». Di qui la necessità di «fare le indagini per dare corpo ai sospetti o smentirli».

Mafie locali non coinvolte in tratta
Quanto alle mafie «locali», Zuccaro ha ammesso che «non si ritiene ci siano rapporti diretti tra le organizzazioni criminali che controllano il traffico di migranti e le nostre mafie locali», in quanto «le indagini per ora non ci danno contezza di questo». Detto questo però il pm ha ricordato che «la massa di denaro finalizzata all'accoglienza è estremamente ampia per non attirare gli interessi delle organizzazioni mafiose. Se io ho affermato che in questo campo gli appetiti mafiosi vi sono comunque, l'ho fatto sulla base di alcune risultanze investigative».

Servono più strumenti per combattere trafficanti
Il procuratore di Catania ha poi chiesto più risorse per combattere la criminalità: «Con gli strumenti attuali ha detto non siamo in grado di capire chi siano gli eventuali finanziatori delle Ong o eventuali Ong che potrebbero barare». Alcuni strumenti - ha suggerito - si possono ottenere «senza modifiche legislative: si tratta di mettere in campo più strumenti operativi per bloccare i trafficanti quando vengono percepiti dalla polizia giudiziaria». Il pm ha poi avanzato la richiesta «di poter operare intercettazioni anche su navi straniere, senza di volta in volta dover chiedere permessi all'autorità giudiziaria; di disporre navi veloci, capaci di intervenire dal momento delle intercettazioni. Se all'autorità giudiziaria fosse consentito di disporre di questi strumenti, potremmo conseguire risultati importanti».

Si decida chi salvare
Il procuratore di Catania ha infine fatto un'analisi della situazione. «Dei migranti che arrivano in Italia, solo una percentuale molto bassa ha diritto all'asilo, tutto il resto è immesso nel circuito illegale e diventa vittima di tratta, caporalato o altri circuiti illeciti. Il mio dovere di procuratore è quello di segnalarlo», ha affermato. «Si decida chi salvare ha esortato Zuccaro e, una volta deciso, si vada a prenderlo senza alimentare il traffico della migrazione».