23 settembre 2020
Aggiornato 18:30
Primarie del Pd

Quella candidatura blindata per Maria Elena Boschi

L'ex ministra corre all'assemblea nazionale del Pd ma non è candidata nella sua Arezzo, ma a Ostia dove non dovrebbe avere difficoltà a vincere

ROMA – Toglietemi tutto, ma non Maria Elena Boschi. Il neo (ri)eletto segretario del Partito democratico che dopo la débacle del referendum costituzionale ha dato mostra di poter rinunciare a tutto, dalla poltrona di premier a quello di capo dei Dem, ha imposto l'elezione della sua ministra per le Riforme e oggi sottosegretaria alla presidenza del Consiglio all'assemblea nazionale del Pd.

Contro Boschi due sconosciuti
Boschi infatti non si è candidata come sarebbe normale nella sua Arezzo, ma bensì a Ostia, addirittura capolista in un collegio che stando a voci interne al Pd non è tanto un feudo renziano, ma un collegio a bassa affluenza e ridotto scontro interno, dove non avrà nessuna difficoltà a vincere. Lì il Pd è stato commissariato in seguito all'inchiesta Mafia Capitale e contro Boschi corrono due sconosciuti per il grande pubblico nazionale, Guido Staffieri, presidente dei Giovani democratici di Roma in lizza per Orlando, e Antonio Caliendo, vicino ad Emiliano, unico candidato del territorio.

Candidatura calata dall'alto
«Sono rimasto stupito quando ho visto che Renzi ha mandato la Boschi qui anziché ad Arezzo - dice Caliendo, ex delegato di Ignazio Marino per Ostia - In una zona dove il partito è stato commissariato forse era il caso di puntare a far crescere i quadri intermedi del partito anziché calare una scelta dall'alto». Con Boschi in lista Patrizia Prestipino che ha annunciato la candidatura dell'ex ministra: «La Boschi è candidata capolista con me all'Assemblea nazionale del Partito democratico in un collegio molto grande che comprende il nono e decimo Municipio della capitale», ha spiegato elogiandone il «coraggio»: «Ha fatto questa scelta importante e non scontata di candidarsi a Roma».

I guai toscani di Maria Elena
In Toscana invece, sempre stando ai «malpancisti» del Pd la Boschi non avrebbe avuto nessuna speranza, proprio perché è conosciuta, lei come la sua famiglia. Da quando Matteo non è più a Palazzo Chigi lei ha tentato qualche sortita pubblica nella sua regione, ma è sempre finita a fischi e a urla di chi le ricordava i vari scandali bancari recenti, che hanno coinvolto diversi istituti di credito toscani.