24 giugno 2017
Aggiornato 05:30
Lega nord

Maroni annuncia la data del referendum per l'autonomia, il M5s non ci crede

Il governatore della Lombardia: “Lo faremo sicuramente entro quest'anno, oggi sentirò il presidente Zaia e domani annuncerò la data: sarà a ottobre”. Dubbi dal Movimento 5 stelle

Il governatore della Lombardia
Il governatore della Lombardia (ANSA/CESARE ABBATE/)

MILANO - «Faremo sicuramente il referendum per l'autonomia entro quest'anno, oggi sentirò il presidente Zaia e domani annuncerò la data: sarà a ottobre». Lo ha anticipato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni a margine dell'inaugurazione della XXVII edizione del Salone dello Studente di Milano, in corso in piazza Città di Lombardia. «Abbiamo già fatto la gara per il sistema elettronico di voto - ha spiegato Maroni - ora ci sono diverse procedure da attivare e un crono programma. Oggi definirò gli ultimi dettagli e domani in giunta regionale, che terremo a Bergamo, annuncerò la data».

Violi(M5s): Maroni campione di annuncite
Il Movimento 5 stelle però non è convinto: «Speriamo sia la volta buona, per colpa di Maroni i lombardi hanno perso due anni per ottenere ciò che lo stesso Maroni e la Lega rivendicano, ma non fanno mai nulla per ottenere. Miliardi di euro di risorse statali che potevano essere gestiti dalla regione per il rilancio di alcuni settori. L'annuncio della data (del referendum sull'autonomia della Lombardia) non ci basta perché il presidente è un campione di 'annuncite': vogliamo vedere il decreto firmato». Lo ha affermato, in una nota, Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Maroni ha paura del referendum
Per Violi «Maroni fin qui ha evitato il referendum, addossando al Governo il rallentamento della chiamata alle urne dei lombardi. Evidentemente ha paura perché questo referendum, grazie al lavoro del M5S, non sarà una consultazione concentrata sulla solita propaganda leghista sull'autonomia in salsa padana». «Siamo stati noi - ha aggiunto Violi - a proporre di riportare in Lombardia 8 miliardi di euro per l'istruzione, il governo del territorio e l'innovazione per le imprese per garantire alla regione più risorse e funzioni nell'interesse dei cittadini. E' l'unica strada per gestire in autonomia competenze strategiche e i relativi finanziamenti e farci ascoltare dal governo di Roma, che non rispetta mai i patti. Ci auguriamo che sia la volta buona».