27 giugno 2017
Aggiornato 12:02
Movimento 5 stelle

Elezioni pulite: la proposta del M5s per evitare brogli

'Continueremo la battaglia per il voto ai fuori sede, previsto per ora solo in occasione dei referendum, sperando che, questa volta, il Pd non bocci la nostra proposta e si mostri più lungimirante' afferma Dalila Nesci, prima firmataria della pdl approvata in prima lettura alla Camera

ROMA - «Siamo felici che sia stata incardinata al Senato, presso la commissione Affari costituzionali, la nostra proposta di legge sulle elezioni pulite, che è stata già approvata alla Camera. Ci auguriamo che l'iter prosegua spedito e che possa al più presto approdare alla discussione dell'Aula di Palazzo Madama e diventare legge". E' quanto afferma la deputata M5S, Dalila Nesci, prima firmataria della pdl sulle 'elezioni pulite' approvata in prima lettura alla Camera e da domani in discussione in commissione Affari costituzionali al Senato.

"Continueremo la battaglia"
«Continueremo la battaglia - prosegue - per il voto ai fuori sede, previsto per ora solo in occasione dei referendum, per estenderlo anche in occasione delle elezioni politiche nazionali, sperando che, questa volta, il Pd non bocci la nostra proposta e si mostri più lungimirante. Riproporremo un emendamento in tal senso, che fu bocciato a Montecitorio dal Partito democratico e dal Governo».

Regole semplici per evitare brogli
«Il testo introduce regole semplici, ma importanti - spiega l'esponente pentastellata - al fine di evitare il condizionamento del voto e possibili brogli. Infatti noi prevediamo una maggiore visibilità dell'elettore in cabina, in modo che siano garantite, contemporaneamente, le esigenze di segretezza e libertà del voto, e una maggiore trasparenza delle urne, tramite l'introduzione di contenitori in plexiglass, anche per impedire che si possano introdurre schede già votate». «Inoltre scrutatori e presidenti di seggio non potranno essere parenti dei candidati nelle liste, né aver ricevuto condanne, anche soltanto in primo grado, per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione», conclude.