Noi con Salvini a Napoli

Salvini: «Mi auguro che De Magistris paghi di tasca sua i danni che hanno provocato i delinquenti»

Il segretario della Lega sugli scontri di sabato, conclusisi con 4 fermi, 21 agenti feriti e diversi mezzi distrutti: «Quello che è successo a Napoli non l'avevo mai visto. E la cosa più grave è l'appoggio dato dal sindaco»

ROMA - «A Napoli c'era una mandria di delinquenti», «mi auguro che De Magistris paghi di tasca sua i danni che hanno provocato», ha attaccato il leader della Lega Matteo Salvini, parlando del sabato di guerriglia appena trascorso nel capoluogo campano, dove un migliaio di facinorosi ha vandalizzato il centro cittadino con l'obiettivo di non far tenere il comizio del segretario del Carroccio.

De Magistris: «Io non sto con i violenti. Mai»
Di parere opposto il primo cittadino partenopeo, Luigi De Magistris che su Facebook ha commentato: «Renzi e Salvini dicono che io sto con i violenti. Falso. Io non sto con i violenti. Mai. Le mie mani sono pulite e non colluse. Sto con la mia città, che amo e difenderò sempre, e con i napoletani, popolo difficile ma ricco di pace e amore, nonché sto con il popolo tradito dai poteri con le mani sporche di sangue». Il sindaco ha continuato: «Sto con tutte le vittime degli atti di violenza. Non sto e non me la faccio - attacca il sindaco di Napoli - con chi è accusato di corruzioni come fa Renzi, travolto sempre di più dalla questione morale, né sto con razzisti come Salvini che odiano Napoli e i Sud».

La cronaca degli scontri
La manifestazione di sabato si è conclusa con 4 fermi, 21 agenti delle forze dell'ordine feriti (16 poliziotti e 5 carabinieri) e numerosi mezzi devastati: 10 della polizia e 5 dei carabinieri. Perfino un idrante è stato danneggiato dalla sassaiola degli antagonisti. A sfilare per la città un migliaio di persona e raccolte sotto le sigle comuniste, antifasciste, di centri sociali, arcigay. La violenza è esplosa dopo le 17 quando un gruppo di incappucciati ha tentato di forzare un blocco su viale Kennedy, la strada su cui si affacciano vari ingressi della Mostra d'Oltremare dove Salvini si preparava a tenere il suo comizio. A quel punto sono iniziati gli scontri dove sono state usate anche bombe carte e lacrimogeni.

Salvini: «Quello che è successo a Napoli non l'avevo mai visto»
Salvini ha commentato dalle pagine di Repubblica: «Che io possa fare battaglie scomode per qualcuno ci può stare, per me va bene. Ma continuo a fare ciò in cui credo ed è facile che venga accusato di islamofobia o altro da sinistra. Ma quello che è successo a Napoli non l'avevo mai visto. E la cosa più grave è l'appoggio dato dal sindaco». Il sindaco de Magistris, ha proseguito, «non ha preso le distanze e ha detto di stare al fianco dei cosiddetti insorgenti. Il risultato è la città distrutta e, da quello che mi dicono, 16 agenti feriti. Tutto frutto di un sindaco irresponsabile. E' pure magistrato. Mi dispiace per la città e per le Forze dell'Ordine. Perché questi poi non ce l'hanno contro Salvini, è proprio che non hanno la testa a posto».

De Magistris: «Bellissimo corteo pacifico»
Secondo De Magistris invece sabato «si è tenuto un bellissimo corteo pacifico. Alla fine del corteo è accaduto, per responsabilità di pochi, quello che si temeva e si prevedeva. E forse qualcuno voleva. Ed è per questo che avevamo avvisato che provocazioni e tensioni sociali avrebbero dovuto indurre il ministero dell'Interno ad altre decisioni». Il primo cittadino ha concluso: «Noi guardiamo avanti e speriamo che non si vogliano alimentare altri gravi strappi istituzionali, con la consapevolezza di avere la coscienza pulita, i fatti dalla nostra parte e di aver agito nel rispetto delle istituzioni e del popolo».

Salvini si scusa
Durante il suo comizio napoletano Salvini ha voluto stemperare i toni e ha riconosciuto alcuni errori passati: «Posso aver sbagliato in passato, ma non ho intenzione di sbagliare sul futuro, e il futuro dell'Italia è il rispetto delle diversità all'interno del Paese». L'eurodeputato ha proseguito: «Napoli è casa mia, Milano è casa mia, Bari è casa mia. Un segretario che prende un partito al 3% e lo porta al 13, potrebbe starsene a casa. Perché sono a Napoli? Perché sono convinto che si vinca insieme».