Salgono a 12 le vittime

Hotel Rigopiano, la telefonata della funzionaria che non ci crede: «La valanga? Inventata da imbecilli»

La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo d'inchiesta, per ora contro ignoti, in cui si ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Diffusa la trascrizione della prima richiesta di aiuto, presa poco sul serio dalla prefettura

FARINDOLA - Nelle ultime ore i soccorritori hanno estratto i corpi di altre tre vittime all'interno dell'Hotel Rigopiano, travolto da una valanga il 18 gennaio scorso. Il numero delle vittime accertate è salito così a 12, 17 le persone disperse ancora intrappolate nella neve, non si sa in quali condizioni, 11 i sopravvissuti, 9 estratti dalle macerie e 2 salvi perché si trovavano fuori dall'albergo al momento della valanga. La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo d'inchiesta, per ora contro ignoti, in cui si ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio plurimo colposo.

Dimessi i primi sopravvissuti
I soccorritori nel frattempo proseguono il difficile lavoro di ricerca, in condizione complicate col rischio valanghe in aumento. A queste complicazioni sono dovuti i tempi lunghi per recuperare tutti i dispersi, non ad una mancanza di uomini, hanno specificato i Vigili del Fuoco, «il dispositivo dei soccorsi» «assolutamente adeguato» e «la mobilitazione è del tutto commisurata alle gravissime esigenze operative, senza alcuna sottovalutazione e senza alcun risparmio di risorse», si legge in un comunicato. Sono stati dimessi dall'ospedale alcuni dei sopravvissuti; in particolare i due figli e la moglie di Giampiero Parete, lo chef che per primo ha dato l'allarme dopo la slavina. Restano al momento ancora in ospedale gli altri due bambini che hanno perso i genitori.

L'indagine della Procura
Intanto la magistratura ha avviato un'inchiesta che riguarda tutte le circostanze relative alla realizzazione dell'albergo in quel sito, al suo esercizio, e alla viabilità rispetto a quella struttura e tenderà a far luce anche sull'ipotesi di disfunzioni e ritardi nel far scattare l'allarme, subito dopo le prime telefonate e i messaggi partiti da ospiti e gestori della struttura. «Tutto il tema delle comunicazioni, sia telefoniche che mail, whatsapp, de visu ecc, e dell'individuazione dei soggetti, e' importante nell'ambito della ricostruzione degli eventi» ed è tra gli oggetti dell'indagine aperta della Procura di Pescara. «Che ci siano state disfunzioni e ritardi nel recepire l'importanza di una comunicazione telefonica è un fatto, ma che questa sottovalutazione - ha detto il procuratore di Pescara, Cristina Tedeschini - abbia avuto una relazione causale nell'efficacia delle operazioni di soccorso non è così certo».

"L'hotel Rigopiano non è crollato"
Proprio sul tema delle comunicazioni, inviate dall'albergo alle istituzioni per avvertire della situazione, questa mattina Repubblica ha pubblicato la trascrizione della prima telefonata di richiesta aiuto al 113 in cui il ristoratore Quintino Marcella, alle 18,20 di mercoledì 18 gennaio ha spiegato che l'hotel era crollato ma gli è stato risposto che «l'hotel Rigopiano non è crollato», che «questa storia gira da stamattina» e che si sta confondendo perché a essere crollata è «la stalla di Martinelli, quello delle pecore».

"Questa storia gira da stamattina»
A fornire queste risposte è una funzionaria di alto livello della prefettura perché le telefonate del 113 da quella mattina sono state dirottate per ordine del prefetto alla sala operativa del Ccs, il Centro di coordinamento dei soccorsi. «Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l'albergo di Rigopiano è crollato, non c'è più niente... Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli... intervenite, andate lassù». Prefettura: «Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli». M: «No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto... sta piangendo, è in macchina... lui è uno serio, per favore».

«Mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene»
P: «Senta, non ce l'ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (...). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?». P: «Come si chiama quel cuoco?». M: «Giampiero Pareti. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino...». P: «Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira 'sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene». M: «Ma come è possibile?». P: «La mamma dell'imbecille è sempre incinta. Il telefonino... si vede che gliel'hanno preso...». M: «Ma col numero suo?».
P: «Sì».