17 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Ok a decreti attuativi di riforme su unioni civili e scuola

Gentiloni dimesso dal Policlinico riunisce Cdm: le riforme non si fermano

Paolo Gentiloni rientra a Palazzo Chigi dopo le dimissioni dal Policlinico Gemelli e presiede il Cdm. All'ordine del giorno, unioni civili e scuola

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ROMA - Paolo Gentiloni rientra a Palazzo Chigi, subito a lavoro dopo la breve parentesi seguita all'intervento di angioplastica a cui il premier è stato sottoposto la sera di martedì. Abbracci, auguri e strette di mano con i colleghi che lo hanno accolto per la riunione del Consiglio dei ministri convocata a poche ore dalle sue dimissioni dal policlinico Gemelli: prima il Guardasigilli Andrea Orlando, poi Pier Carlo Padoan, Angelino Alfano, Marco Minniti e a seguire tutti i ministri lo hanno atteso per un saluto, come testimonia il video di Palazzo Chigi.

Saluti e auguri
Prima di sedersi per presiedere la riunione Gentiloni saluta e scambia qualche battuta anche con la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. «Sta bene - ha riferito Orlando al termine della riunione dell'esecutivo - c'è stata una discussione già molto intensa in Cdm, alla quale ha dato conclusioni efficaci per affrontare al meglio i prossimi passaggi».

L'ordine del giorno
Legge sulle unioni civili e riforma della scuola sul tavolo del Cdm. E in un tweet, al termine della riunione, è stato lo stesso premier Gentiloni a riferire: «Approvati oggi i decreti attuativi sulla scuola. Un pacchetto importante, aperto al contributo del Parlamento. Le riforme non si fermano». Così come si è concluso l'iter sulle unioni civili, da oggi legge: «Con i decreti legislativi di oggi terminiamo l'iter delle unioni civili. Era una promessa, ora è una legge», ha twittato infatti la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.

Il contenuto dei provvedimenti
A spiegare il contenuto dei provvedimenti approvati la senatrice Pd Monica Cirinnà, che della legge sulle unioni civili è stata tenace ispiratrice. «I decreti - ha detto - chiariscono che, come per il matrimonio, anche l'unione civile può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo. Si afferma poi che il matrimonio contratto all'estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell'unione civile. E che questo questo vale solo per i cittadini italiani mentre per lo straniero continua a valere la legge del suo Stato, in ossequio ai principi del diritto internazionale privato».

Criticità e modalità
«Inoltre - ha proseguito Cirinnà - viene chiarito un punto sul quale si sono verificate criticità con comportamenti difformi da parte dei sindaci e cioè che sarà sufficiente il certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l'orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l'omosessualità sia penalmente sanzionata. Viene inoltre fissata la possibilità di delega delle funzioni di ufficiale di stato civile per celebrare l'unione civile, così come avviene per il matrimonio, a consiglieri, assessori o privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali. Ed infine viene ben specificato che l'opzione facoltativa dell'adozione del cognome del partner non da seguito ad alcuna modifica dei dati anagrafici, quindi non vi è alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti».