15 ottobre 2019
Aggiornato 18:30

Di Battista prova a difendere Raggi

Nessuna perquisizione in Campidoglio ma “una richiesta di visione atti, le parole sono importanti”, ha detto il deputato del Movimento 5 stelle ospite di Piazza pulita su La7. Durante la puntata è stata mostrata anche un'intervista a Marie Le Pen su Beppe Grillo

ROMA – Alessandro Di Battista, ospite dei Piazza pulita condotto da Corrado Formigli su La7, non ha potuto evitare di affrontare lo scottante dossier Roma, dopo che la Guardia di finanza si è presentata in Campidoglio per acquisire alcuni documenti. «Roma è difficilissima da amministrare. Lo abbiamo sempre detto ai cittadini. Noi chiediamo solo una cosa: abbiamo anche il diritto ad una consiliatura. E' stato dato tempo, 30 anni, ai partiti politici per massacrarla. Chiediamo il diritto di avere a disposizione gli anni di governo e se poi il Movimento 5 stelle non riuscirà a governare i cittadini voteranno altro».

«Nessuna perquisizione in Campidoglio»
Quindi il deputato del M5s si è rivolto alla «sua» sindaca, Virginia Raggi, invitandola a comunicare di più e far conoscere meglio ai romani tutto il lavoro che ha svolto e che ha intenzione di fare. Poi il pentastellato ha chiarito che la vicenda capitolina è nata da un esposto avanzato da chi oggi siede all'opposizione, cosa «che hanno tutto il diritto di fare» e ha aggiunto che la visita della Finanza in Comune a Roma non è stata una perquisizione ma «una richiesta di visione atti, le parole sono importanti».

La questione morale nei 5 stelle
Il conduttore ha quindi domandato al suo ospite cosa farà Raggi, nel caso dovessero arrivare avvisi di garanzia, ma «Dibba» ha provato a sviare: «Oggi io con lei non posso parlare dei se». Formigli ha insistito chiedendo cosa prevedono le regole dei 5 stelle a riguardo e Di Battista ha detto: «Noi non siamo dei robot che arriva un avviso di garanzia, o leggiamo una notizia sui giornali e immediatamente, senza fare approfondimenti agiamo. No non sarebbe corretto». Il giornalista lo ha incalzato chiedendogli quale sia allora la regola del M5s, con il grillino che ha risposto che le situazioni vanno valutate caso per caso, nella loro «opportunità politica» portando alcuni esempi. L'onorevole ha citato il caso De Luca, spiegando che a suo avviso anche se non verranno trovati profili penalmente rilevanti il governatore sarebbe da espellere perché il suo comportamento è stato contrario ai principi del M5s. Nel caso di Nogarin invece, anche se ha ricevuto un avviso di garanzia «lo abbiamo difeso» perché il suo atto è in «linea con il programma, non si è piegato a certi interessi».

«Difendere il made in Italy»
La discussione è poi passata alla scalata lanciata da Vivendi a Mediaset, con Di Battista che ha chiarito: «In un governo guidato dal M5s il made in Italy e l'italianità vengono difese. Magri partendo dalle piccole e medie imprese massacrate da quest'Europa che permette l'ingresso di olio straniero e arance straniere a basso costo e poi arrivando ad aziende che appartengono a soggetti politici così importanti». Comunque, per il deputato l'attuale alzata di scudi della politica italiana in difesa di Mediaset italiana è «sospetta» anche se ogni volta che un governo «difende le aziende italiane fa bene».

Le Pen su Grillo: «E' incoerente»
Durante la puntata Formigli ha mostrato una breve intervista a Marie Le Pen, a cui è stato chiesto un commento su Beppe Grillo e il M5s. La leader del Front national ha ribadito di non essere «convinta» da Grillo, come già sostenuto alcuni anni fa, perché è «incoerente». La politica d'Oltralpe ha spiegato: «I suoi eurodeputati sono estremamente a favore dell'immigrazione e votano a favore di tutti i processi che favoriscono l'immigrazione massiccia in Europa. Quello che non capisco è come si fa a esserre contro la globalizzazione e allo stesso tempo essere a favore dell'immigrazione dal cmomento in cui l'immigrazione è uno dei pilastri della globalizzazione. L'immigrazione serve alle grandi multinazionali per avere manodopera a basso costo».