23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
«Pronto a incontrare Haftar»

Libia, Kobler: 235.000 migranti pronti a salpare per l'Italia

Mentre in Libia continua il testa a testa tra il governo riconosciuto dall'ONU e le forze del generale Haftar, si profila un nuovo allarme sul fronte immigrazione per l'Italia.

Sbarchi di migranti nel Sud Italia.
Sbarchi di migranti nel Sud Italia. Shutterstock

TRIPOLI - Mentre in Libia (VEDI LO SPECIALE) continua il testa a testa tra il governo legittimato dall'ONU di Faiez al-Sarray e quello rivale di cui il generale Haftar è l'espressione militare, un nuovo allarme immigrazione giunge per il Belpaese. Secondo l'inviato speciale dell'Onu per la Libia, Martin Kobler, nella polveriera nordafricana ci sarebbero infatti «235.000 migranti che aspettano di trovare il modo per andare in Italia» ed è «cruciale ristabilire la sicurezza nel Paese», per contrastare il fenomeno del traffico degli esseri umani che si intreccia con quello del terrorismo.

235.000 migranti pronti a partire
In un'intervista a La Stampa, Kobler ha spiegato: «Nelle nostre liste ci sono 235.000 migranti che aspettano solo l'occasione per andare in Italia, e lo faranno». E ha aggiunto che il rafforzamento della sicurezza è la questione più importante in questo momento. «Se ci sarà un esercito forte e unito, non frammentato, i pericoli del terrorismo e del traffico di esseri umani finiranno», ha commentato.

Preoccupazione per Haftar
Kobler ha definito «molto preoccupante» l'offensiva del generale Khalifa Haftar verso le installazioni petrolifere e a fronte di «tensioni militari» che «non si possono nascondere» ha ribadito la necessità di «dialogo, stabilità e unità». «Ho contattato Haftar e sono pronto ad incontrarlo, per trovare una soluzione che consenta di formare un esercito unitario, per combattere tutti insieme i terroristi e proteggere il petrolio», ha aggiunto.

La guerra del petrolio
A questo proposito, nelle scorse ore è giunta la notizia che  le forze che fanno capo al generale hanno preso il controllo del quarto e ultimo terminal petrolifero della regione della «Mezzaluna petrolifera», completando in questo modo il possesso delle installazioni vitali della Libia. Il colonnello Muftah al-Muqarief ha detto che i suoi uomini, fedeli al generale Khalifa Haftar, hanno conquistato il porto di Brega «senza combattere», pochi giorni dopo la presa di Ras Lanuf, Sidra e Zuwaytina.  In seguito, però, le autorità libiche non riconosciute dalla comunità internazionale hanno consegnato i principali terminal petroliferi della Libia, di cui avevano assunto il controllo di recente, alla Compagnia petrolifera nazionale, anche se continuano a monitorare gli impianti.

Apprezzamento per la missione italiana
L'inviato Onu ha quindi espresso apprezzamento per la prossima missione umanitaria italiana a Misurata. «Roma sta svolgendo un ruolo cruciale e importante», ha affermato, dicendosi «sicuro» che tutte le iniziative prese per alleviare le condizioni del popolo libico, rinforzare le forniture mediche e creare ospedali da campo, «verranno prese con grande simpatia dalla gente».

(Fonte Askanews)