27 giugno 2019
Aggiornato 10:30
Avrebbe dovuto sostituire Minenna al Bilancio

Roma, l'ultima tegola in casa Raggi: salta anche De Dominicis, indagato per abuso d'ufficio

L'assessorato al Bilancio non s'ha da fare. Dopo le dimissioni di Minenna (e tutte le vicende connesse), 'salta' anche colui che avrebbe dovuto sostituirlo. Perché, come Muraro, indagato

ROMA - Non c'è pace per Virginia Raggi, la sindaca pentastellata che, da quando si è insediata sullo scomodo trono del Campidoglio, sembra aver già battuto in soli tre mesi il difficile «record Marino» quanto a calamità abbattutesi sui palazzi capitolini. Prima le dimissioni (incoraggiate dalla revoca della sua nomina) di Carla Raineri e dell'assessore al Bilancio Marcello Minenna, poi le rivelazioni della stampa a proposito delle rivalità di questi ultimi con l'entourage più stretto della Raggi (Raffaele Marra e Salvatore Romeo), quindi l'indagine saltata fuori in modo a dir poco rocambolesco a carico dell'assessore all'Ambiente Paola Muraro. Con tutti i disguidi comunicativi che ne sono seguiti.

L'ultima tegola
Ebbene, dopo tutto questo, si apprende in queste ore che è saltata un'altra «testa»: quella di colui che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo prima assegnato a Minenna - il prestigioso e fondamentale assessorato al Bilancio -, Raffaele De Dominicis, di cui il direttorio ha chiesto lo stop. E il motivo è l'indagine a suo carico per abuso d'ufficio. 

Indagato per abuso d'ufficio
Fino a lunedì sera De Dominicis era «una persona di primo rilievo, un servitore dello Stato che siamo onorati di avere al nostro fianco». Parole scritte sul suo profilo Facebook dalla stessa Raggi, che ricordava la brillante carriera da procuratore della Corte dei Conti del nuovo Assessore. Un profilo che pareva avere tutti i requisiti, salvo poi scoprire che gli mancavano quelli più importanti per i Cinque Stelle: e cioè quelli giuridici. Proprio a causa dell'indagine che pende sulla sua testa.

Perché De Dominicis è stato silurato
Un'altra tegola per il MoVimento, che ha voluto subito evitare un nuovo caso Muraro. E ha quindi deciso di rivelare immediatamente l'inghippo e fare dietrofront, seppure con il rischio di apparire sempre più confusi e incapaci di superare lo stallo. Ma a rendere ancora più inopportuna la nomina di De Dominicis, soprattutto agli occhi dei vertici del MoVimento, è stata anche la scoperta che il quasi-Assessore aveva concesso la disponibilità non alla Raggi in persona, ma all’avvocato Pieremilio Sammarco, titolare dello studio in cui la sindaca ha fatto pratica, nonché fratello del difensore di Cesare Previti.

Su Marra e Romeo il compromesso con il MoVimento
Ieri è saltato in blocco anche il mini-direttorio che avrebbe dovuto coadiuvare la sindaca, la quale da oggi sarà «vigilata» direttamente dai vertici nazionali del M5S. Sul «no» alle Olimpiadi, pare che non ci saranno sorprese: ma la parola definitiva sarà data solo alla conclusione delle Paralimpiadi, come da gentleman agreement con il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Intanto, Raffaele Marra sembra essere l'uomo della «tregua» tra la sindaca e i vertici del MoVimento. Perché il contestato ex braccio destro di Gianni Alemanno è riuscito infine a conservarsi una poltrona - pur non quella di vice-capo di gabinetto originariamente pensata per lui -, che per ora sarà quella di capo del dipartimento personale del primo cittadino. Invece, a Salvatore Romeo, un vero «affezionato» del Comune dal '99 che la Raggi ha riassunto come capo della Segreteria dopo una lunga aspettativa e con stipendio triplicato, verrà presto decurtata la paga. Ma anche lui potrà restare.