12 luglio 2020
Aggiornato 18:00
Il commento del leader della Lega

Salvini: «Agente morto per colpa manifestanti, lo Stato non difende i suoi uomini»

Diego Turra, 53 anni, muore a Ventimiglia durante i tafferugli tra Polizia e manifestanti «no-borders» in difesa dei migranti. per i centri «a-sociali» Matteo Salvini chiede - ancora - la «ruspa»

VENTIMIGLIA«Dopo altri scontri con le zecche dei centri a-sociali che difendono i clandestini a Ventimiglia, un poliziotto è morto d'infarto. Una preghiera per l'agente e la sua famiglia, e tanto schifo per uno Stato che non difende i suoi uomini: per i centri a-sociali, ruspa». Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini commenta duramente quanto accaduto nelle ultime ore a Ventimiglia, snodo delicato nella questione migranti nel nostro Paese. Nella città ligure, lo scorso sabato, una quarantina di attivisti «no-borders» avevano occupato un'ex caserma dei Vigili del Fuoco dando vita a tafferugli. Mentre prestava servizio durante gli scontri,un agente della Polizia di cinquant'anni moriva stroncato da un infarto.

La morte dell'agente Diego Turra
L'agente, Diego Turra, faceva parte del reparto mobile di Genova. Secondo la ricostruzione dei fatti, l'uomo sarebbe sceso dal furgone per ultimo e si sarebbe immediatamente accasciato al suolo. Nonostante l'intervento repentino dei colleghi e l'arrivo dell'ambulanza, Turra non ce l'ha fatta, morendo poco dopo in ospedale. È stata disposta un'autopsia per chiarire le cause effettive della morte dell'agente, ma una prima ricostruzione di quanto accaduto, non ci sarebbe stato alcun contatto con i manifestanti. Gli attivisti, intanto, si difendono e si scollano di dosso ogni responsabilità: «Noi non c’entriamo con la sua morte, avvenuta per cause naturali mentre i suoi colleghi ci inseguivano e picchiavano».

Arresti e cortei di protesta
Intanto già da prima dell'episodio, i «no-borders» avevano deciso di annullare la manifestazione, che sarebbe stata organizzata per domenica pomeriggio: «Non vogliamo cadere in trappola, per questo abbiamo annullato la manifestazione a favore di un presidio fisso a difesa delle «persone in viaggio» che sono recluse nel centro di Ventimiglia», avevano dichiarato. Nella mattinata di domenica, però, la polizia di Ventimiglia ha arrestato al valico di frontiera del Fanghetto tre persone, ree di avere con sé bastoni, catene, coltelli e spranghe. In conseguenza degli arresti, circa cinquanta persone hanno deciso di organizzare un corteo diretto al commissariato. Forze di Polizia e carabinieri hanno impedito ai «no-borders» di accedere alla città, fermando i manifestanti sul ponte Doria. La tensione è rientrata poco dopo.

Tonelli: «Morte annunciata»
A commentare aspramente la morte dell'agente Turra è Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia. Tonelli scrive in una nota che non si può morire a 53 anni per colpa di chi non è in grado di arginare la violenza «di un gruppo di irresponsabili che ostacola quotidianamente il lavoro delle Forze dell’Ordine alimentando tensioni e scontri e facendone una vera e propria bandiera ideologica». Quella di sabato scorso, per il segretario generale Sap, sarebbe una «morte annunciata», seguita all'ennesimo scontro e, soprattutto, all'ennesimo giorno di risposo negato: «Gli agenti, costretti anche a dieci ore di straordinario al giorno, sono totalmente debilitati!». È il risultato, questo, di «politiche disumane del Governo» che sceglie ancora di tagliare sulla sicurezza per seguire i dettami della spending review.