16 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Cantiere Centrodestra

Santanchè: «Parisi? Il modello Milano ha fallito»

La «pasionaria» di Forza Italia: «Scegliere leader con strumenti democratici partendo dal basso». Sulla stessa linea anche il Presidente dei Senatori del partito di Berlusconi che ricorda «che i leader non crescono sotto i cavoli». Gelmini: «Alfano deve decidere cosa fare».

MILANO - «Il modello Milano non è il mio modello. Se fosse stato un modello vincente adesso Beppe Sala non sarebbe il sindaco». Così la deputata di Forza Italia Daniela Santanchè è intervenuta nel dibattito sul futuro di Stefano Parisi e sulla possibilità del manager di riunire il centrodestra in senso moderato.
La 'pasionaria' di Forza Italia, intervenuta questa mattina alla presentazione del comitato lombardo per il No al referendum, si è espressa contro «leader autoproclamati» e a favore delle primarie: «Mi auguro che ci siano strumenti democratici per decidere chi dovrà essere il leader. Occorre partire dal basso e puntare su persone capaci, meritevoli e soprattutto capaci di conquistare il consenso dei cittadini». Perciò «Parisi va bene come tutti gli altri. Non è una questione di persone, ma di programmi e di risposte».

Romani: «Parisi? I leader non crescono sotto i cavoli»
«Stefano Parisi è il benvenuto, ma non è che i leader crescano sotto i cavoli». Questo il parere del presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, sul futuro ruolo del manager che ha sfidato Beppe Sala alle elezioni amministrative di Milano vinte di misura dall'ex commissario Expo. «Nel centrodestra non c'è solo lui», ha aggiunto l'ex ministro dello Sviluppo economico parlando a margine della presentazione del comitato lombardo per il No al referendum sulle riforme.

Gelmini: «Parisi? E' un problema che non esiste»
«Il problema Parisi non esiste, mi spiace che venga rappresentata sui giornali una classe dirigente di Forza Italia arroccata e divisa sul nome di Parisi». Questo il commento della coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini.
L'ex ministro dell'Istruzione, che questa mattina ha presentato a Milano il comitato lombardo per il No al referendum di ottobre, ha parlato dell'esito del summit di venerdì scorso ad Arcore: «In realtà - ha puntualizzato - dall'incontro con il presidente Berlusconi è uscito un sì unanime all'apertura di Forza Italia a tutti coloro che hanno voglia di dare un contributo. Quindi ben venga la disponibilità, che dovrà essere accertata nei dettagli, di Stefano Parisi a collaborare al rilancio di Forza Italia e del centrodestra».
Infine un messaggio diretto ad Angelino Alfano che «deve decidere cosa fare». La conditio sine qua non per avviare una collaborazione con gli altri partiti del centrodestra è lasciare il governo Renzi: «fino a quel momento - ha messo in chiaro la coordinatrice lombarda di Forza Italia - non sono possibili intese».

Miccichè: «Parisi collante per il centrodestra»
«Il centrodestra non va rilanciato, va semplicemente riunito e Stefano Parisi ha dimostrato di essere uomo di sintesi capace di riunire il centrodestra, sfiorando una vittoria che sembrava invece irraggiungibile. Quindi, ben venga Stefano Parisi, ad aiutare Berlusconi e tutti noi in questa difficile ma assolutamente possibile risalita. Il vero tema è questo, tutto il resto è noia»: lo dichiara l'onorevole Gianfranco Miccichè, commissario azzurro in Sicilia e componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia.