19 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Giachetti: Raggi protesta senza proposte, può solo fare opposizione

Il candidato del Pd al Campidoglio rimprovera alla sua avversaria grillina di non mettere in campo proposte per risollevare la città. Quella dei 5 Stelle «L'arte della protesta senza proposta, l'arte del lamento fine a se stesso»

ROMA - Su Facebook Roberto Giachetti, candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, attacca la sua rivale al ballotaggio Virginia Raggi, dei Cinquestelle: «E' senza proposte, perfetta per fare opposizione non per governare».

Attacchi senza proposte
Giachetti, per spiegare come la campagna elettorale della sua avversaria si fondi su attacchi e non su proposte fa un invito particolare a chi legge: «Voglio darvi un consiglio che può sembrare strano. Il consiglio è questo: andate sulla pagina di Virginia Raggi. Perché? Perché potrete vedere l'esempio di quello che aspetta Roma nel caso in cui lei dovesse vincere», posta Giachetti, che spiega: «La Raggi scrive un lungo post diviso in quattro parti. Nella parte iniziale si lamenta (giustamente, per carità) per il disagio in alcune fermate della metro A. Nella seconda c'è la solita stoccata (anche quella giusta, per carità) contro le precedenti amminstrazioni. Nella terza (non può mancare) un generico attacco a me, che vado 'mendicando voti'. E infine nella quarta, come in un buon thriller, dopo che la suspense del lettore è ormai alle stelle, ecco finalmente la sua proposta concreta per risolvere il problema. Testualmente: 'la nostra sarà una rivoluzione gentile e faremo tornare grande questa città!'». 

L'arte della protesta senza proposta
Per Giachetti quindi «la verità è che su questo i 5 Stelle sono maestri. L'arte della protesta senza proposta, l'arte del lamento fine a se stesso, l'arte dell'enfatizzare i problemi senza dare soluzioni. Davvero Perfetti, i 5 Stelle. Per fare opposizione, non per governare Roma». E nel post scriptum il candidato del centrosinistra dimostra la differenza così: «Io la proposta ce l'ho: dobbiamo intervenire con prontezza sulla manutenzione dei binari e proseguire nella internalizzazione delle attività più strategiche come la manutenzione della flotta, dei binari e della linea aerea». Poi continua, il candidato dem e spiega che sarebbe necessario migliorare la programmazione: in passato i continui blocchi degli appalti hanno generato forniture a singhiozzo che hanno bloccato i mezzi. «Non sempre poi i pezzi più economici sono il migliore investimento: ad esempio le ruote monoblocco (le più diffuse in Europa) sono più care, ma durano più a lungo della versione più economica. Se è vero che l'usura delle ruote è stata accelerata da una manutenzione incorretta, ne dovrà rispondere qualcuno», spiega Giachetti. 

Il torto della Raggi nei confronti dei lavoratori Atac onesti
«Il nuovo direttore generale di Atac, Rettighieri, ha chiarito che legalità e trasparenza sono essenziali per garantire forniture tempestive, adeguate e pagate correttamente», aggiunge Giachetti, sottolineando che «la riorganizzazione dell'azienda da lui già avviata permetterà di evitare che l'incapacità dei vertici venga scaricata sui lavoratori e sui cittadini romani». Invece, continua l'attacco alla candidata pentastellata, «Virginia Raggi non ha mai speso una parola per sostenere l'azione intrapresa da Rettighieri dentro Atac e questo è un torto soprattutto verso i tanti lavoratori onesti che in questa azienda lavorano con passione e dedizione». In conclusione «l'Atac non ha bisogno di 'rivoluzioni gentili", ma necessita di un cambio radicale all'insegna della trasparenza che valorizzi e sostenga le tante persone per bene che ogni mattina, tra mille difficoltà, mandano avanti questo servizio».