23 agosto 2019
Aggiornato 13:30

Pizzarotti indagato per disastro colposo

Dopo la sospensione dal M5S per l'indagine in corso per abuso d'ufficio, il primo cittadino di Parma viene travolto da una nuova inchiesta per l'alluvione che il 13 ottobre 2014 aveva colpito la città

BOLOGNA - Una nuova bufera ha travolto il primo cittadino di Parma, Federico Pizzarotti. Un'altra inchiesta giudiziaria si abbatte sul sindaco di Parma, già indagato per abuso d'ufficio sulle nomine dei vertici del teatro Regio. In queste ore il primo cittadino, sospeso dal Movimento 5 stelle, è stato iscritto nel registro degli indagati per disastro colposo, a seguito dell'alluvione che il 13 ottobre 2014 aveva colpito la città.

Gli altri indagati
Come spiegano dagli ambienti della Procura locale, l'iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta nei giorni scorsi, ma in mancanza di interrogatori o perquisizioni, non è stata trasmessa alcuna informazione di garanzia agli indagati. Pizzarotti non è al momento raggiungibile perché di ritorno da un viaggio istituzionale in Cina. Oltre a Pizzarotti, risulterebbero indagati anche il comandante della polizia municipale di Parma, Gaetano Noè, il direttore dell'Agenzia regionale di protezione civile, Gabriele Mainetti, l'ex responsabile del Servizio tecnico di bacino, Gianfranco Larini, e l'ex responsabile del Servizio di protezione civile della Provincia, Gabriele Alifraco.

Gli interventi di prevenzione non fatti
L'inchiesta, che si avviò nei giorni successivi all'alluvione con l'apertura di un fascicolo contro ignoti, si è concentrata in particolare sugli interventi di prevenzione che non sarebbero stati fatti. Pizzarotti, nei mesi scorsi, aveva già chiarito che l'allarme arrivato dalla Protezione civile regionale in realtà era «solo il 144esimo avviso dalla Regione da inizio anno», che quell'allarme presumibilmente trascurato «era di livello minimo», e che il pre-allarme e l'allarme erano arrivati in Protezione civile «in ritardo, quando ormai la città era già sott'acqua».