6 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Elezioni Roma, Meloni: Berlusconi aiuta Renzi, ma i voti di destra vanno a me

Guido Bertolaso fa un passo indietro e Silvio Berlusconi sceglie di sostenere Alfio Marchini. Per Meloni l'ex Cav pensa al centrodestra «dell'inciucio»

ROMA – Sorpresa e delusa. Così Giorgia Meloni commenta, in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, la mossa di Silvio Berlusconi che, chiedendo a Guido Bertolaso di fare un passo indietro, si schiera con Alfio Marchini. Dopo mesi di impasse, con la scelta del leader azzurro il quadro del centrodestra torna ad essere chiaro: «Adesso non si parlerà più dello psicodramma interno a Forza Italia e del chi sta con chi ma solo di politica e dei problemi di Roma, le uniche cose che interessano ai cittadini. Il quadro si è semplificato», afferma quasi sollevata Giorgia Meloni.

Berlusconi non vuole vincere a Roma
Sorpresa, sì, ma fino ad un certo punto, perché «Bertolaso da tempo sembrava un candidato-non candidato. Una specie di figura di bandiera messo lì in attesa di cambiare cavallo, di trovarne uno migliore». E la scelta di Berlusconi conferma due dati importanti: Giorgia Meloni ha fatto bene a non cedere alle pressioni di Berlusconi e agli «inviti» di Bertolaso a pensare alla maternità, non affaticandosi con la storia della candidatura; e poi che il leader azzurro non ha intenzione di vincere a Roma. L’unico obiettivo di Berlusconi sembrerebbe «quello di dare una mano al candidato di Renzi, Roberto Giachetti, in grande difficoltà». Sarebbe una sconfitta del Pd, di Renzi, quella di non vedere il candidato arrivare almeno al ballottaggio.

I conti sbagliati dell'ex premier
L'ex Cav si muove per favorire il candidato del Pd togliendo voti a Giorgia Meloni, a detta della candidata. «Ma ha fatto male i conti: la somma in questo caso non fa il totale. Non si mescolano le mele con le pere»: perché molti elettori di Forza Italia, dopo questa mossa, voteranno per Giorgia Meloni, l’unica candidata di centrodestra. Marchini stesso, che ha impostato la sua campagna sullo slogan «liberi dai partiti», otterrà qualche voto in meno, data l'ormai caratterizzazione politica (e partitica) della sua lista. Berlusconi torna alla sua scelta iniziale e lo fa perché si rende conto, dopo mesi di attacchi, che Guido Bertolaso non è la persona giusta, soprattutto perché non piaceva ai romani. È per questo che Giorgia Meloni scegli di scendere in campo, («nonostante considerassi la mia candidatura come extrema ratio vista anche la mia situazione personale»).

Surreale e incomprensibile
Una volta che l'ex premier si rende conto della debolezza del suo candidato, però, invece di sostenere il centrodestra si butta su Marchini. «Pazzesco, no?», domanda con una nota di amarezza la candidata. Quello che ha in mente Berlusconi è un «centrodestra dell'inciucio», «di quelli che vogliono governare con la sinistra, quelli del «pattone del Nazareno» perenne». Uno solo il dispiacere di Giorgia Meloni: «Che Berlusconi si sia fatto meno problemi a sostenere il governo Letta o, inizialmente, quello di Renzi piuttosto che appoggiare la mia candidatura». «È tutto così surreale e incomprensibile», conclude.