19 gennaio 2020
Aggiornato 17:00
Il presidente Paolo Grossi nella relazione annuale

Trivelle, il capo della Consulta Grossi: «Al referendum si deve votare»

Presa di posizione decisa del presidente Paolo Grossi al termine della sua relazione annuale della giurisprudenza costituzionale per l'anno 2015. Ministro dell'Ambiente non scioglie la riserva

ROMA - Al referendum del 17 aprile sulle trivelle «si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d'identità del buon cittadino». A dirlo è il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, nella relazione annuale della giurisprudenza costituzionale per l'anno 2015, che prende una posizione decisa sul quesito referendario.  

La posizione di Galletti
Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ancora non scioglie la riserva sulla propria scelta al referendum di domenica 17 aprile sulle trivelle, quindi se vota no o non va a votare. Come spiega Galletti a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'accademia nazionale di Agricoltura a Bologna, «io sono convinto della strumentalità di questo referendum. Il referendum è su un argomento molto limitato. Tocca solo le piattaforme che sono già in funzione entro le 12 miglia (stiamo parlando di una piccolissima parte di quelle operanti in Italia) e tende a regolare la durata di queste. E' chiaro che si vuole fare una battaglia politica di un altro tipo».

Pd spaccato
Intanto il Pd si spacca, tra Renzi e renziani che scelgono l'astensione al referendum del 17 aprile, quelli che invece scelgono di andare a votare ma votare no - come il candidato a sindaco di Roma, Roberto Giachetti - e la frangia di sinistra che, invece, capeggiata da Roberto Speranza, si batte per il sì. A dare una spallata alla posizione del premier è anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, su un'intervista a La Stampa, si dice addolorato per la scelta del governo, «lo stesso governo che nella riforma costituzionale ha abbassato il quorum sul referendum fa campagna per far mancare il quorum». Il governatore pugliese pensa che nella base del Pd ci sia «immensa tristezza per aver sposato la parte peggiore del Paese contro la nostra storia. Renzi aveva giurato di rottamare le lobby, invece vive e lotta insieme a loro. E' gravissimo: noi non siamo il partito dei petrolieri». «Tutti hanno capito che questi pozzi non hanno impatto ne' sull'approvvigionamento energetico ne' sull'occupazione», tuona ancora Emiliano.