20 luglio 2019
Aggiornato 18:00
l'annuncio dell'ex sindaco

Comunali Roma, Marino scioglie la riserva: «Non mi candido»

L'ex sindaco ha voluto chiarire anche il senso di una battuta al vetriolo contro il suo ex partito: "E' stata tradotta con linguaggio e parole non mie"

ROMA - L'ex sindaco di Roma ha messo la parola "fine" ai tentennamenti sulla sua candidatura. Su invito di Marco Travaglio, che durante la trasmissione Otto e Mezzo su La7 lo aveva sollecitato a prendere una decisione e a comunicarla nel più breve tempo possibile, Ignazio Marino ha annunciato che non si candiderà per la prossima tornata elettorale. 

L'annuncio della non-candidatura
L'annuncio è arrivato durante la presentazione al pubblico del suo libro, "Un marziano a Roma", presso la libreria Feltrinelli di via Appia. «Vi chiedo di scegliere insieme una donna o un uomo che non sia io, che possa guidare la città di Roma, vincere le elezioni e continuare il cambiamento avviato e che non si fermerà», ha annunciato Ignazio Marino ai presenti, che non si aspettavano di essere i destinatari della notizia in anteprima. L'ex sindaco di Roma ha quindi sciolto la riserva: non si candiderà alle prossime elezioni capitoline.

Marino: "Non c'è nessuno degno di sostituirmi"
Marino, dopo avere ribadito di essere stato cacciato per aver tentato di riportare legalità e trasparenza in Comune, ha affermato di non vedere tra gli attuali candidati al Campidoglio alcuna figura in grado di sostituirlo. «Stefano Fassina non risponde alle caratteristiche che immagino che il popolo vorrebbe, quelle di una persona slegata dai meccanismi antichi della partitocrazia. Sorprende poi che, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, non esistano i programmi elettorali».

"Era solo una battuta"
L'ex sindaco è tornato anche sulle polemiche seguite alla sua conferenza stampa a proposito di una battuta al vetriolo contro il suo ex partito. «Era una battuta tradotta dai giornalisti con un linguaggio e delle parole che io non ho pronunciato. Ma tutti sappiamo che c'è un giornalismo molto serio nel nostro Paese e anche un giornalismo meno serio», ha spiegato Ignazio Marino, intervistato da Radio Popolare, smentendo di avere mai detto che se avesse seguito il Pd sarebbe finito in galera. «Mi hanno chiesto se mi fossi sentito un po' isolato dal Partito Democratico e ho risposto che forse se avessi ascoltato troppo il Pd sarei finito in una camera di isolamento», ha concluso.