30 settembre 2020
Aggiornato 01:00
Il premier il giorno dopo l'attentato a Bruxelles

Renzi: Presa ogni misura, ma non c'è minaccia specifica per Italia

Il presidente del Consiglio incontra i capigruppo di maggioranza e opposizione a un giorno dall'attacco a Bruxelles: «occorre stringere sui meccanismi di intelligence tra i Paesi europei e non solo, valorizzare Europol, lavorare su una struttura condivisa»

ROMA - «Abbiamo, come tutti i partner, messo in campo tutte le misure di sicurezza necessarie, anche se non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia». E' così che il premier Matteo Renzi avrebbe aperto l'incontro con i capigruppo di maggioranza e opposizione a poche ore dagli attacchi terroristici che hanno colpito la città di Bruxelles. 

Serve una struttura condivisa
Secondo il presidente del Consiglio, bisognerebbe «stringere sui meccanismi di intelligence tra i Paesi europei e non solo, valorizzare Europol, lavorare su una struttura condivisa». Un'azione comune, quindi, mirata ad arginare il fenomeno jihadista in Europa. Presenti all'incontro anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il ministro dell'Interno Angelino Alfano e Marco Minniti, sottosegretario con delega ai servizi di sicurezza. 

L'educazione per sconfiggere il terrore
L'appello del premier, però, non punta solo ad una reazione di forza al terrorismo, ma invita ad investire sulla cultura: «Bisogna mettere denari veri sulle aree urbane. Serve un gigantesco investimento in cultura, sulle periferie, un investimento sociale». L'educazione, dunque, per sconfiggere il terrore, secondo Renzi: «Continuo a pensare che sia fondamentale l’aspetto educativo per sconfiggere le minacce nate e cresciute in Europa».