26 giugno 2019
Aggiornato 23:30
Corruzione e finanziamento indebito

Mafia Capitale, Alemanno alla sbarra: Dimostrerò la mia innocenza

Gli inquirenti contestano ad Alemanno i finanziamenti ricevuti dalla sua fondazione ed il pagamento di alcune cene elettorali

ROMA - Si torna a parlare di Mafia Capitale e stavolta al centro della cronaca l'ex sindaco Gianni Alemanno. «I tribunali esistono per dare giustizia ed io ho intenzione di difendermi in questo processo perché voglio dimostrare la mia innocenza anche se molti hanno già decretato la mia condanna». Lo ha detto l'ex sindaco di Roma che è imputato nel processo davanti ai giudici della II sezione del tribunale capitolino nell'ambito di una tranche del procedimento su Mafia Capitale. L'ex primo cittadino, è difeso dagli avvocati Francesca Coppi e Pietro Pomanti.

Finanziamenti e cene elettorali
Gli inquirenti contestano ad Alemanno i finanziamenti ricevuti dalla sua fondazione ed il pagamento di alcune cene elettorali. Tra il 2012 il 2014 avrebbe messo a disposizione «la propria funzione» e compiendo «atti contrari ai doveri del suo ufficio" e ricevendo utilità materialmente erogate da Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa «29 giugno». In pratica 75mila euro per cene elettorali, 40mila a titolo di finanziamenti alla fondazione Nuova Italia di cui era presidente e somme in contanti non inferiori a 10mila euro.

Corruzione e finanziamento indebito
Oggi il processo si è aperto con la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Confconsumatori e Assoconsum. Il Campidoglio è già presente sin dalla fase dell'udienza preliminare. I reati addebitati ad Alemanno sono corruzione e finanziamento illecito. Secondo i magistrati dell'accusa Buzzi avrebbe pagato questa somma cash due anni fa quando Alemanno era diventato consigliere comunale «senza la deliberazione dell'organo sociale competente e senza l'iscrizione della erogazione a bilancio». Il processo riprenderà venerdì 25.