11 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Ecco tutti i dossier

Appalti, Cantone accusa Roma Capitale: «Dal 2012 al 2014 sistematica violazione delle norme»

L'indagine dell'Anac ha riguardato diversi ambiti: dalla manutenzione delle strade ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne alla tutela del verde pubblico

Raffaele Cantone.
Raffaele Cantone. Shutterstock

ROMA - L'indagine dell'Autorità nazionale anticorruzione ha rivelato che dal 2012 al 2014, all'interno del Comune di Roma, c'è stata «la sistematica e diffusa violazione delle norme». Il lavoro dell'Anac «ha palesato il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, con il conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive».Il contenuto dell'ultimo capitolo del lavoro degli uomini di Raffaele Cantone, firmato il 10 marzo scorso, è stato anticipato dai quotidiani "Repubblica" e "Messaggero".

L'indagine dell'Anac
Un'indagine che ha riguardato diversi ambiti: dalla manutenzione delle strade ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne alla tutela del verde pubblico, dall' acquisto di nuovi software alla gestione dei canili. Secondo la relazione dell'Anac «la gestione delle attività contrattuali di Roma Capitale, nei suoi molteplici aspetti e modalità, non è conforme ai principi di buon andamento e di imparzialità dell' amministrazione sanciti dall' articolo 97 della Costituzione».

Il «facile utilizzo» della «procura negoziata»
Roma Capitale ha cercato di difendersi, inviando una serie di dossier. Ma l'Anac non sente ragioni: «si riscontrano ricadute negative sulla qualità delle prestazioni e sull' incremento dei costi, nonché sulla lesione della concorrenza, come effetto della sottrazione alle regole di competitività del mercato di una cospicua quota di appalti, affidati per la maggior parte senza gara». Secondo Cantone, il vizio principale è il «facile utilizzo» della cosiddetta «procura negoziata»: cioé l'opposto di una gara pubblica alla quale tutti possono partecipare, e che per questo agevola appalti «negoziati» tra poche imprese.

Cantone: Un sistema troppo complicato da controllare
«Il sistema è così complicato che era veramente difficile creare meccanismi di controllo. Il punto vero è la complessità di una macchina burocratica che, come noi abbiamo evidenziato nella nostra relazione, ha circa 100 centri di posto. Deve essere assolutamente semplificata», così il presidente dell'Anac Cantone ha commentato al gr Rai i risultati della relazione dell'autorithy approvata lo scorso 10 marzo che evidenza come Roma Capitale abbia assegnato appalti in modo irregolare dal 2012 al 2014, in tutti i settori.

La responsabilità è dei dirigenti, ma anche dei politici
Nella relazione si invita il commissario della Capitale a colpire i responsabili, Cantone ha spiegato: «La responsabilità principale è certamente dei dirigenti di alcuni dipartimenti e di alcuni funzionari. Ma nel corso del tempo c'è stato anche uno scarso controllo da parte della politica».Cantone ha proseguito e concluso così: «Anche la normativa sugli appalti ha finito per essere un'agevolazione di questo meccanismo. Ma negli ultimi tempi della giunta Marino, grazie anche agli interventi che erano stati messi in campo dall'assessore Sabella, si stava andando verso la direzione giusta. Chiunque amministrerà Roma si troverà tra le mani una macchina complicata da far ripartire, che ha subito anche colpi durissime per le indagini sul Mondo di mezzo della Procura di Roma. Dovranno essere assegnati molti appalti. La nostra è una fotografia da cui ripartire, quantomeno per dimenticarla al più presto possibile».