30 settembre 2020
Aggiornato 10:00
La condanna della Chiesa

Omicidio Roma, Card. Vallini: Droga e alcol protagonisti, offuscata cultura della vita

Il vicario del Papa per la diocesi di Roma si dice profondamente addolorato e preoccupato di fronte al brutale omicidio di un giovane, «Fatti così crudeli rappresentano un segnale allarmante»

CITTA' DEL VATICANO - Anche la Chiesa condanna la morte violenta di Luca Varani, il ragazzo barbaramente ucciso da due 30enni al Collatino. Il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, esprime «dolore e preoccupazione di fronte al brutale omicidio di un giovane», Luca Varani, «avvenuto pochi giorni fa in un quartiere romano», il Collatino. 

Il campanello d'allarme
«Fatti così crudeli - afferma il porporato in una nota - rappresentano un segnale allarmante, non nuovo, anche se sconcertante per le modalità efferate e per l'assenza di un movente, ridotto alla curiosità del vedere 'l'effetto' della morte ma a danno degli altri. Inoltre, la constatazione che anche la droga e l'alcol figurino tra i protagonisti della vicenda - continua il cardinale Vallini - dimostra quanto sia ormai offuscata la cultura della vita e il rispetto per se stessi e per gli altri. C'è al fondo la fatica di individuare un senso autentico per la propria vita, un male di vivere che si manifesta in un individualismo potente e a volte prepotente, un profondo narcisismo, un consumismo esasperato, la ricerca di un sesso sfrenato, l'idea che tutto sia possibile perché è l'individuo stesso a definire i confini stessi del bene e del male, la negazione di ogni speranza».

Cristiani non restino indifferenti
«Di fronte all'umiliazione della vita umana e alla profonda violazione inferta alla dignità dell'uomo - sottolinea il cardinale vicario - la comunità cristiana non può restare indifferente, ma direi che tutti sono chiamati ad un sussulto di responsabilità: le istituzioni, le agenzie educative, i mezzi di comunicazione. C'è un 'di piu" da mettere in gioco nel proprio impegno di ogni giorno sul terreno dell'educazione delle nuove generazioni, in una corale azione che veda impegnati la Chiesa, le famiglie, la scuola e ogni uomo e donna di buona volontà».

La «vita buona»
«L'educazione alla 'vita buona' - per usare un'espressione che i vescovi italiani hanno coniato per gli Orientamenti pastorali del decennio - non è una questione che interessi solo la Chiesa. Ma, come la realtà ci dimostra, un terreno comune per chiunque coltivi la passione per l'uomo. Restare inerti significherebbe assecondare la deriva di una cultura del nulla che manifesta sempre più i suoi segnali di morte». «Invertire la rotta si può, si deve, sostenendo i genitori nel cammino dell'educazione. La Chiesa di Roma ne avverte la grande responsabilità, e non mancherà di tenere alta l'attenzione sui temi educativi, anche in questo Anno giubilare. Educare a una 'vita buona' è una speciale opera di misericordia. A questo tema il nostro settimanale diocesano Roma Sette dedicherà domenica prossima una ulteriore riflessione», ha concluso.