18 giugno 2021
Aggiornato 16:00
aumentano le crepe nel sistema

Evasi dal carcere di Rebibbia, Uilpa: «Basta ipocrisie. Siamo in piena emergenza carceri»

Secondo il segretario generale della Uil Polizia Penitenziaria servono mezzi e strumenti per efficientare il sistema

ROMA - «Solo la settimana scorsa avevamo puntato il dito nei confronti degli eventi critici e delle aggressioni che si registrano nel sistema penitenziario (nostra nota n. 8196 del 9 febbraio), chiedendo di avviare una riflessione in materia di salute e sicurezza». Così in una nota il segretario generale della Uil Polizia Penitenziaria in merito all'evasione dei due detenuti dal carcere romano di Rebibbia.

C'è un evidente problema di sicurezza
«L'evasione dei due cittadini rumeni dal N.C. di Roma Rebibbia ripropone l'attualità del problema, se due detenuti riescono a segare indisturbati le sbarre di un locale detentivo ed arrampicarsi sul muro di cinta del carcere, scavalcandolo, senza che un sistema di videosorveglianza o di controllo umano riesca ad impedirlo, anche al di là di eventuali responsabilità da accertare, un problema evidentemente c'è», dice Urso.

Servono uomini e mezzi
«E' vero ci piace immaginare una società senza carcere, senza violenze, senza reati, è il sogno di tutti, - aggiunge il segretario generale - La realtà purtroppo è un'altra e la criminalità italiana non può certo essere paragonata a quella norvegese. L'emergenza carceri non è affatto finita, e, di conseguenza, l'auspicio resta quello che il Ministro della Giustizia possa presto intercedere presso il Governo affinché venga posto davvero all'ODG la questione carcere. Servono mezzi, uomini e donne, strumenti per efficientare un sistema che presenta tante, troppe crepe e nel frattempo un confronto tra le parti riteniamo possa essere utile", conclude Urso.

(Fonte Askanews)