11 aprile 2021
Aggiornato 11:00
Parla il candidato a sindaco di Sinistra italiana

Comunali, Fassina: Fare il sindaco di Roma è una sfida molto difficile

«A me certo rimaneva più comodo rimanere in Parlamento», spiega Stefano Fassina, che sottolinea come al centro del suo programma ci siano investimenti e spesa sociale

ROMA - «Fare il sindaco di Roma è una sfida molto difficile per le condizioni in cui si trova Roma, il suo debito, la macchina amministrativa, i livelli di corruzione scoperchiati, ma per chi fa politica è importante misurarsi con le sfide difficili. A me rimaneva certo più comodo rimanere in Parlamento e cercare l'elezione la prossima volta». Lo ha detto il candidato sindaco di Roma di Sinistra italiana Stefano Fassina ai microfoni di Radio Radio. 

No uomo solo al comando
«Per me non esiste la delega "uomo solo al comando». Bisogna costruire una squadra competente, che conosca Roma, appassionata. E' un obiettivo possibile se mettiamo a sistema le tante energie che già a Roma fanno un lavoro straordinario», ha aggiunto il candidato sindaco di Roma di Sinistra italiana. 

Riportare i 200 mln debito in bilancio
«Con l'attuale livello di finanza pubblica facciamo chiacchiere quando promettiamo questa o quella azione. Il Comune di Roma deve ristrutturare quel debito attualmente gestito dal commissario governativo Tronca. Ogni anno utilizziamo 200 milioni di addizionale Irpef pagati dei cittadini romani per pagare quel debito, ma se non li rimettiamo in bilancio non avremo i soldi per fare altro: investimenti e spesa sociale. Per me è l'obiettivo numero uno», ha aggiunto Fassina. 

Atac non si vende
«Starei molto attento a vendere Atac a Ferrovie dello stato. Non creoi che avrebbe il necessario focus sulle esigenze della città», ha detto ancora il candidato sindaco di Roma di Sinistra italian. «Non conosco personalmente il nuovo direttore generale Marco Rettighieri - ha aggiunto Fassina - credo sia un uomo di qualità, ma c'è bisogno di una profonda ristrutturazione in Atac, di recuperare risorse. Pochi sanno che la spesa procapite per il trasporto pubblico a Roma è meno della metà di quella di Milano. Non spendiamo molto, ma poco e male», ha concluso Fassina.


(con fonte Askanews)