11 agosto 2020
Aggiornato 23:00
avanti un altro

Comunali a Roma, Morassut si candida alle primarie Pd per il Campidoglio

Il deputato Dem ha annunciato stamane la sua candidatura dal mercato rionale di Primavalle

ROMA - Un altro nome si aggiunge alla lista dei candidati per la poltrona del Campidoglio. Roberto Morassut, deputato del Pd ed ex assessore nella giunta Veltroni, oggi si è candidato ufficialmente alle primarie del centrosinistra. E ha scelto  di annunciarlo dal mercato rionale di Primavalle.

Al via la campagna elettorale di Morassut
«Mi sono candidato per un senso di responsabilità al quale sono stato chiamato da migliaia di persone, che in questi giorni mi hanno chiesto di farlo. Lo faccio anche mettendo in discussione una posizione, meno esposta e più comoda, perché nella vita politica ci sono dei momenti in cui si presentano delle strade obbligate. Ho sentito che avrei deluso tanta gente che voleva che io partecipassi in prima persona", ha annunciato il candidato Dem alle primarie Pd per le comunali di Roma, Roberto Morassut, aprendo così ufficialmente la sua campagna elettorale a Primavalle.

Il dogma: Modernizzare e unire la città
Le proposte del candidato Dem vertono su due questioni fondamentali. «La sostanza di Petroselli, Vetere e Argan è pensare di modernizzare e unire la città. E la stessa di Rutelli e Veltroni e anche di Marino, pur con le contraddizioni che abbiamo visto. Ed è quella da cui dobbiamo ripartire per una nuova stagione: dare attenzione agli ultimi e alla crescita della città», ha detto Morassut a Primavalle. «Roma è una grande città internazionale che deve far valere il suo ruolo. La modernità e la crescita sono una priorità ma lo sono in quanto si portano dietro anche l'attenzione ad un tessuto sociale più coeso. Questa è la via maestra», ha annunciato.

Servono investimenti per Roma Capitale
Morassut ha quindi spiegato: «Dal 6 marzo saremo tutti uniti, non abbiamo scelta, per cercare di rilanciare la città. Con il Governo bisogna fare un discorso su due punti. Il primo: bisogna superare questo Comune e trasformarlo in una Regione dopo una grande consultazione popolare. E poi, il secondo, serve attenzione alle risorse perché altrimenti Roma non si risolleva. Dal 2010 ci sono 500 milioni finalizzati a ripianare il debito di cui 300 a carico del Mef e 200 di aliquota aggiuntiva sulle spalle dei romani. Questo accordo va rivisto. Una parte di quelle risorse va spostata sugli investimenti per Roma Capitale fuori dal patto di stabilità e magari per abbassare le aliquote».

Marino può fare ciò che vuole
Il discorso del candidato sindaco verte poi anche su altre questioni, prettamente inerenti il Pd. «Marino può fare e decidere liberamente. È un iscritto al Pd, è stato sindaco e nella città ha ancora la stima di tante persone. Io penso si debbano mettere da parte tutti gli elementi di divisione che possano accrescere le ferite", ha proseguito Morassut, interpellato quindi sugli effetti di una possibile candidatura a sindaco di Ignazio Marino, che si teme possa creare divisioni e problemi interni al partito democratico. «Bettini non lo vedo e non lo sento da tanto tempo perché facciamo mestieri diversi. Bisogna anche un po' superare questo stile, questa pigrizia della politica italiana che quando uno ha influenza e potere si osannano le persone quando non è così su dice tutto e il contrario di tutto. Goffredo Bettini è stata una persona importante per questa città. Io con lui ho avuto una storia ma sempre libera perché l'affetto e la stima tra le persone parte da un presupposto di libertà. Così come con Veltroni con cui ho un'amicizia fraterna costruita in anni di lavoro condiviso e che resiste proprio in virtù del fatto che siamo persone libere", ha concluso il candidato sindaco, rispondendo anche a chi gli chiedeva della sua vicinanza con l'europarlamentare Pd e con l'ex sindaco di Roma. (Fonte Askanews)