18 settembre 2019
Aggiornato 14:00
la capitale ha bisogno di strumenti extra-ordinari

Roma città metropolitana, Gabrielli: «Per i cittadini i municipi sono un bluff. Bisogna cambiare»

Secondo il prefetto capitolino, la funzione dei municipi non è in grado di fornire soluzioni immediate ai bisogni della cittadinanza e Roma dovrebbe diventare un governatorato

ROMA - Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha concluso l'incontro di Unindustria su Roma Città metropolitana che si è svolto questa mattina. Ed ha affrontato alcune delle tematiche più importanti della città, tra cui la natura e lo status quo dei Municipi capitolini. Ecco cosa, secondo Gabrielli, dovrebbe cambiare.

Per i cittadini, i Municipi sono un bluff
«Da parte dei cittadini i municipi vengono avvertiti come un bluff, perché nutrono un'aspettativa di risoluzione dei problemi ma nel 99% dei casi questa funzione di front office da loro svolta non è in grado di fornire soluzioni immediate». Lo ha detto il prefetto di Roma Franco Gabrielli, concludendo l'incontro di Unindustria su Roma Città metropolitana. «Fino all'8 dicembre - ricorda Gabrielli - data in cui ho deciso di sospendere questa attività, ho tenuto 42 incontri con municipi e comitati davvero formativi. Qualcuno pensava che fossero i prodromi di una mia candidatura a sindaco ma ho cercato di spiegare in tutte le salse che non è la mia aspirazione».

Gabrielli: Questa è l'Italia, bellezza
Citando Humprey Bogart, il prefetto Gabrielli spiega che «bisogna dirci che "questa è l'Italia, bellezza" ma non possiamo rassegnarci a non fare niente. Dobbiamo cioè essere consapevoli delle difficoltà del nostro Paese ad approcciare il bene comune ma dobbiamo tentare di superare i particolarismi», ha concluso. «A Roma i municipi devono avere un ruolo da comune e i comuni piccoli diventare unioni di comuni. Poi debbono esserci enti, come Regione e Città metropolitana che fanno un raccordo e l'indirizzo ma non fanno gestione. Fanno policy nel senso più alto del termine", ha proseguito il prefetto di Roma nelle conclusioni del convegno di Unindustria sulla governance di Roma Città metropolitana.

La soluzione? Unire i Municipi
«Credo che l'attuale configurazione e responsabilità dei municipi non siano adeguate - ha continuato Gabrielli - I Municipi devono diventare il ruolo di risoluzione dei problemi dei cittadini e quindi di gestione dei loro problemi. Bisogna mantenerne l' identità ma unirli, con una di dimensione massima di territorio da 200-250mila persone, che può essere la quantità che consente di avere un'omogenezizzazione dei territori. Penso - ha aggiunto - a un modello di redeterminazione dei confini "a raggiera", dal centro verso l'esterno, perché è chiaro che se nel I municipio c'è un rapporto tra forze dell'ordine e cittadini di 1/119 e di 1/2300 negli altri municipi, questo modello di riorganizzazione potrebbe essere più possibile coerente e utile».

Roma dovrebbe essere una sorta di governatorato
«Credo che Roma come capitale debba avere un trattamento diverso. Immagino 'Roma DC' non come un comune ma una specie di governatorato, con dei poteri che esulino dallo strumentario che oggi conosciamo. Questa è la "city" che vive di problemi, criticità, di una complessità morfologica storica e sociale che non ha eguali nel mondo - ha aggiunto Gabrielli - ha tre ambasciate (Repubblica, Santa sede e Fao), una patrimonio artistico, culturale e storico, dove ci sono conflitti allucinanti tra sovrintendenze comunali e statali per i quali bisogna fare accordi come tra stati esteri». Questa capitale «è anche la mia - ha concluso Gabrielli - che sono di Massa Carrara e ho l'aspettativa che sia una cosa che va al di là de patrimonio dei romani, ma anche dell'umanità. Per la parte che deve essere governata con una visione non localistica, necessita di strumenti che non sono tra gli strumenti ordinari", conclude. (Fonte Askanews)