20 giugno 2019
Aggiornato 21:00
Dopo l'outing di Bertolaso

Giorgia Meloni a un passo dal «sì» per la Capitale

Sono ore cruciali per la leader di FdI: pare che dopo la candidatura di Guido Bertolaso, Giorgia Meloni sia sempre più vicina ad annunciare la sua corsa al Campidoglio

ROMA - E' un periodo particolarmente denso per Giorgia Meloni. Pare infatti che la verace e combattiva leader di Fratelli d'Italia, proprio in questi giorni, sia sempre più vicina alla scelta se correre o meno per le amministrative a Roma: una candidatura che le si affibbia da mesi, ma che ancora non è arrivata ufficialmente. D'altronde, Fratelli d'Italia, con il suo 12%, è il partito più forte del Centrodestra nella capitale, e il nome di Giorgia ha già ricevuto importanti endorsement dai colleghi dell'area. Forte e chiaro è giunto quello di Matteo Salvini, e non da ieri: già ai tempi della manifestazione di Bologna di novembre, il segretario federale della Lega aveva confessato alla stampa il suo appoggio a un'eventuale candidatura di Giorgia, collega di tante battaglie. Eppure, la situazione, ad oggi, è tutt'altro che chiara.

E ora spunta Bertolaso
Perché i nomi in lizza per il Campidoglio sono attualmente tre: Meloni, Marchini e Bertolaso. E' stato proprio Silvio Berlusconi, che qualche mese fa si era esposto a favore di Marchini senza mai disdegnare però la Meloni, ad avanzare la proposta all'ex capo della Protezione Civile, che ha annunciato ieri a Repubblica il suo «sì» (nonostante il rinvio a giudizio nel processo bis sulla commissione «Grandi rischi» per il terremoto a L’Aquila). Un nome che non mette d'accordo tutti: perché guai con la giustizia del nuovo candidato in lizza seminano dubbi e indecisioni in area leghista. Nel frattempo, però, c'è chi continua ad invocare le primarie: in primis, Gianni Alemanno e Francesco Storace, che la settimana scorsa hanno aderito all’iniziativa (un flash mob e una raccolta di firme) di Azione nazionale. Alemanno, in particolare, si è appellato alla «triade» di leader dell'area: «Berlusconi, Meloni e Salvini devono accettare la sfida. Soprattutto Meloni e Salvini, sempre favorevoli alle primarie, non si capisce perché non scelgano Roma come laboratorio delle primarie del centrodestra». Eppure, c'è chi afferma che la leader di FdI sia davvero vicina a un «sì» che metterebbe fine all'estenuante dibattito.

Vicina alla scelta?
In particolare, sarebbe stata proprio la candidatura di Bertolaso a far propendere Giorgia per la corsa al Campidoglio. A convincerla, secondo il quotidiano Il Tempo, sarebbero stati gli attestati di stima giunti di settimana in settimana dal popolo del Centrodestra, oltre a quelli - già assodati - degli altri due leader. Ma l'«outing» dell'ex capo della protezione civile ha rimescolato le carte in tavola, anche perché la sua figura risponderebbe alle caratteristiche ricercate dai leader dell'area per il prossimo inquilino del Campidoglio. Non è un mistero che la stessa Giorgia nutra una grande stima nei confronti di Bertolaso, al quale, da ministro della Gioventù, consegnò nel 2009 il «Premio Atreju» per l'impegno profuso dopo il terribile terremoto che sconvolse l'Abruzzo (processi a parte). Forse, la «conocorrenza» di un nome tanto altisonante può aver spinto la Meloni a considerare più seriamente la propria candidatura.

Il nome più forte
Un indizio in tal senso sarebbe - come riporta Il Tempo - l'invito indirizzato da Giorgia alla leader del Front National Marine Le Pen (in occasione di una cena comune a Bruxelles) di partecipare a un comizio a Roma in vista delle amministrative. E un endorsement della Le Pen più facilmente si indirizzerebbe al nome «più forte», che è senza dubbio quello della Meloni. Agli indizi e alle voci, ad oggi, manca ancora l'ufficialità, ma pare che questa potrebbe arrivare a breve. Sembra infatti che per i prossimi giorni (forse già domani) sia previsto un incontro tra Salvini, Berlusconi e Meloni, ed è possibile che proprio in quella occasione si maturi una decisione definitiva, ben prima della manifestazione unitaria del 20 febbraio. E se davvero fosse Giorgia la «scelta finale», ciò avverrebbe non senza la soddisfazione dello stesso Silvio Berlusconi: perché si vocifera che l'ex premier, candidando Bertolaso, volesse strategicamente «stanare» l'indecisa Giorgia. E tra qualche ora potrebbe avere la conferma di esserci riuscito.