23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
La polemica

Fucksia espulsa accusa: «Nel M5s quattro sciamannati al potere»

La Senatrice: «Perché il Movimento ha deciso di fare una mozione contro Maria Elena Boschi e non contro il governo? Perché farla alla Camera e non al Senato dove i numeri sono diversi? Insomma, perché fare una opposizione così fittizia, morbida?». Giarrusso: «Rispettate le regole del nostro Movimento».

ROMA - «Si poteva parlare del fatto che sono una pensatrice libera, che per qualcuno non sono dei 5 stelle, ma non mettermi in croce per le rendicontazioni: questa è una banalizzazione disdicevole». Così, in una intervista al Corriere della Sera, la senatrice Serenella Fucksia commenta la sua espulsione dal gruppo M5S, proposta dal blog Beppegrillo.it e votata on line con oltre il 92 per cento di sì. Un risultato non sorprendente, osserva, «non poteva essere diversamente: è come chiedere a delle persone di che colore è il cavallo bianco di Napoleone».

Nessuno ha ascoltato la mia versione
Un episodio «vergognoso, pretestuoso. Ho ritardato nelle rendicontazioni - spiega - come tanti. Pochi erano in regola prima, c'è anche chi ha rendicontato alla vigilia di Natale». In un'altra intervista, al quotidiano la Repubblica, accusa: «Non c'è stato neanche un processo kafkiano, nessuno ha ascoltato la mia versione. Sono dei miserabili, dei poveretti e l'M5S non ne esce bene: fa prevalere il lato oscuro della forza per conservare il potere di quattro sciamannati». A giudizio della parlamentare, nel M5S «ci sono persone fantastiche cui plaudo, ma ci sono molti incapaci attaccati a questa cosa che a tutti noi è arrivata senza merito. Alcuni sembrano in gita scolastica. Non si rendono conto che essere parlamentare non significa servire pizze o fare incontri sul nulla. Non capiscono che è assurdo che una commessa si metta a discettare di tematiche ambientali o che un giardiniere si occupi di sanità». In ogni caso, «la rigidità serve solo a consolidare il potere di persone incompetenti e arroganti che non hanno neanche finito gli studi».

Il Jobs act è il futuro
Politicamente, ricorda Fucksia, il dissenso «più forte è stato sul jobs act. Mi sono astenuta perché c'era la fiducia, altrimenti avrei votato a favore. Penso che il contratto a tutele crescenti sia il futuro e che in Italia - che non è l'Alaska - più che al reddito di cittadinanza serva pensare al lavoro di cittadinanza». Quanto al suo recente elogio della ministra Maria Elena Boschi, sfiduciata dal M5S, «ero a casa - racconta, stavolta sul Corriere - e ho guardato il video del suo intervento. Il Ministro ha risposto nel merito. Piuttosto bisognerebbe farsi alcune domande. Perché il Movimento ha deciso di fare una mozione contro Maria Elena Boschi e non contro il governo? Perché farla alla Camera e non al Senato dove i numeri sono diversi? Insomma, perché fare una opposizione così fittizia, morbida? A pensare male forse perché tra poco si devono rinnovare alcune cariche a Palazzo Madama?».

Giarrusso: Rispettate regole M5s
La senatrice Fucksia «non si è presentata in Senato per tutto dicembre, senza nessuna spiegazione, ha avuto tutto il tempo di lavorare ai suoi rendiconti e mettersi in regola. Alla fine è stata lei a volere questa procedura, sapeva bene a cosa andava incontro». Lo ha detto a Sky Tg24 Hd Mario Giarrusso, presidente del gruppo M5S al Senato, parlando dell'espulsione di Serenella Fucksia.
«C'era stato - ha affermato - un disallineamento nei versamenti da parte di diversi colleghi, per vari motivi. Tutti sono stati avvisati e pregati più volte di mettersi in regola. L'unica che ostinatamente, per ben tre volte avvisata delle conseguenze, non lo ha voluto fare è stata la collega Fucksia. A quel punto non restava altro che far valere le regole che ci siamo dati».
«In un momento - ha spiegato - in cui la critica più pesante che si fa alla politica è che una volta eletti non si rispettano gli impegni presi, il movimento si è distinto per un'assoluta rigidità nel rispetto delle regole».