24 settembre 2021
Aggiornato 04:30
Cantiere Centrodestra

Quagliariello: «La Lega Nord non è il Front National»

Per l'ex Ministro «Il partito di Salvini è antistatalista ma non antisemita, figlio del nord partigiano. Ma se il centrodestra se si chiude nella piazza di Bologna fa il gioco di Renzi e perde».

ROMA - «La storia dell'Italia non è quella della Francia. Gli entusiasmi che da noi aveva suscitato il risultato ottenuto al primo turno dal Front National sono figli dalla sottovalutazione della specificità francese». Gaetano Quagliariello è uno dei creatori di Idea, il listone nazionale che sosterrà molti candidati civici a sindaco della coalizione di centrodestra, e ha commentato su Libero le elezioni francesi «Marine Le Pen - ha spiegato - è due cose. Da una parte è il prodotto dei nuovi conflitti creati dalla crisi economica e da quella internazionale, che ormai prescindono dalle categorie di destra. e sinistra. Ma l'estrema destra che lei rappresenta è figlia anche dell'antisemitismo e dell'opposizione alla cultura repubblicana, che in certi casi è diventata tentativo di abbattere la repubblica francese con la violenza».

Lega figlia del nord partigiano
Quagliariello contesta l'accostamento che tra FN e Lega Nord. «La Lega - ha rilevato - interseca il fenomeno Front National nell'aspetto che riguarda l'opposizione a questa Europa. Ma non scordiamo che la Lega viene dal popolo delle partite Iva, ha una forte dimensione antistatalista e non ha nulla a che vedere con l'antisemitismo. È figlia più del Nord partigiano che di quello repubblichino: non scordiamo Umberto Bossi alla testa del corteo del 25 aprile. E per quale motivo un partito così dovrebbe schiacciarsi sulle posizioni del Front National?».

Se ci chiudiamo nella piazza di Bologna perdiamo
L'insegnamento che dalla Francia arriva al centrodestra italiano è che occorre, per l'ex ministro, «allargare il fronte. Non si può rimanere sulla dimensione dell'opposizione al sistema e non ci si può accontentare di cavalcare il malcontento di chi ha patito i colpi della crisi economica. Così facendo si arriva al 40% in Francia, forse al 30% in Italia, e oltre non si va: non si diventa maggioritari». In sostanza, ha rilevato, «se il centrodestra se si chiude nella piazza di Bologna fa il gioco di Renzi e perde».