15 aprile 2021
Aggiornato 10:00
La polemica sul decreto salva-banche

Renzi: «Non abbiamo scheletri nell'armadio»

Il Premier dalla Leopolda: «Rifarei domani quel decreto. Sì a inchiesta senza intoccabili, ma chi strumentalizza la morte di una persona mi fa schifo».

FIRENZE - «Non abbiamo scheletri nell'armadio, diciamo sì alla commissione di inchiesta» sul caso delle banche salvate, «siamo stati noi a fare il decreto». Lo ha detto il premier Matteo Renzi dalla Leopolda. «Potete dirci tutto ma non che ci sono favoritismi in questo governo, quel decreto lo rifarei domattina» ha sottolineato.
Perchè senza il decreto sulle banche «avremmo un milione di conti correnti chiusi, avremmo 7mila licenziati. Non prendiamoci in giro, la verità è più forte delle chiacchiere». Poi «chi ha truffato sarà individuato, e chi ha sbagliato pagherà. Non ci sono mai stati intoccabili».
«Chi parla di favoritismo sta insultando persone perbene» ha attaccato il premier ribadendo che «il sistema bancario italiano è uno dei più solidi, è più solido di quello tedesco e la verità verrà fuori».

Chi aveva banca partito è rimasto al verde...
Riferendosi poi alla Lega e alla vicenda del Credieuronord il Presidente del Consiglio affonda il colpo: «C'era anche chi aveva la banca di partito ed è rimasto al verde ma non per il colore del partito: perchè quella banca ha fatto crack...».

 

Chi strumentalizza morte persona mi fa schifo
Premier ancora più duro riferendosi al caso del pensionato che si è ucciso dopo aver perso tutti i risparmi in una delle banche salvate dal decreto del governo: «Chi strumentalizza la morte di una persona» per la polemica politica «mi fa schifo».