21 aprile 2024
Aggiornato 22:30
'Fino al 2018 parlamentari non si schiodano per avere pensioni'

Di Maio attacca: ecco come Renzi ripaga i finanziatori con i soldi di Firenze

Il vicepresidente della Camera ed esponente dei pentastellati a tutto campo su Renzi, legislatura, Consulta e amministrative

FIRENZE - Matteo Renzi usa «Firenze come il suo bancomat» per ripagare «due società che hanno finanziato la fondazione Open». E' l'accusa di Luigi Di Maio (M5s), con cui il vicepresidente della Camera contestualizza la vicenda dell'aeroporto di Firenze.

I "favori" di Renzi
«Ci sono tutti i pareri tecnici che ci dicono che questo aeroporto non si può fare così come lo vogliono fare. E la riflessione che dobbiamo fare necessariamente in questo momento, perché vogliono spendere a tutti i costi 150 milioni di euro per l'aeroporto di Firenze? Semplicemente perché in questo aeroporto ci sono due società, Corporacion America e l'Aia Airlines che - ha continuato Di Maio - hanno finanziato la fondazione Open di Renzi e adesso Renzi li rifinanzia con i soldi pubblici. Il buco di bilancio fatto al Comune di Firenze non è che Renzi l'ha fatto così, l'ha fatto perché doveva utilizzare questa città come bancomat per ripagare quelli che - ha concluso Di Maio - li finanziavano la campagna elettorale.». Di Maio ha presto parte ad un convegno sull'ampliamento di Peretola, nella sede del consiglio regionale della Toscana.

Questione di pensione
«Entro il 2018 una buona parte dei parlamentari maturerà la pensione, finché non maturano la pensione da là non schiodano» ha detto il vicepresidente della Camera parlando di una possibile crisi di governo. «Questa - ha continuato Di Maio, a margine di un convegno a Firenze - è l'unica questione che li tiene tutti insieme. E quando Renzi dichiara che la legislatura durerà fino al 2018 è la rassicurazione che sulla pensione non devono preoccuparsi. Poi ci sarà chi ambirà ad entrare in lista o no. Quindi, la crisi di governo ad ora la vedo lontana, purtroppo perché su queste cose come l'altra volta avranno bisogno del Movimento 5 Stelle, dovranno cedere al criterio della meritocrazia e della trasparenza che gli imporremo, ma un modo lo trovano sempre per salvarsi»«Nella Camera dei deputati il terzo gruppo è il Misto con 61 deputati e detta legge e mantiene in piedi i governi, quando vuole", ha poi osservato Di Maio.

Consulta
L'esponente M5s, in quanto alle nomine per la Consulta, è diretto: «In questo momento abbiamo Franco Modugno, fateci dei nomi credibili, fateci dei nomi che abbiano un profilo e andiamo avanti». Invece Augusto Barbera «è stato nei partiti per troppo tempo per pensare che sia super-partes alla Corte Costituzionale». Barbera, per Di Maio, «è stato troppo sbilanciato sulla questione anche dell'Italicum e delle riforme costituzionali. Noi dobbiamo mandare persone terze. Modugno noi non lo conoscevamo neanche, è una persona che si è distinta accademicamente, è sempre stata - ha concluso Di Maio - fuori dai partiti».

Bologna
In quanto alle amministrative bolognesi, dove si è scelto di non tenere le primarie, Di Maio ha spiegato: «Noi su Bologna siamo convinti, andiamo avanti. Massimo Bugani è il candidato naturale». "Ci sono state tante occasioni - ha continuato Di Maio - in cui abbiamo detto 'se ci sono liste alternative si possono presentare', si sono fatte riunioni ogni mercoledì, questa lista per noi è la lista del Movimento cinque stelle, Massimo Bugani è il candidato sindaco per Bologna. Adesso andiamo a prenderci Bologna perché le polemiche ci saranno e ci sono sempre, in ogni comunità, però - ha concluso - andiamo avanti».

(Con fonte Askanews)