24 settembre 2021
Aggiornato 05:30
un'iniziativa importante

Il Policlinico Gemelli partecipa alla Giornata Nazionale del Parkinson

In programma sabato dalle 9 alle 13.20 una giornata speciale per iautare i pazienti a combattere la malattia

ROMA - Sabato 28 novembre, dalle 9 alle 13.30, il Policlinico universitario A. Gemelli partecipa alla Giornata Nazionale Parkinson (www.giornataparkinson.it), promossa da LIMPE - DISMOV (Accademia italiana per lo Studio della Malattia di Parkinson e di Disturbi del Movimento) e dalla Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus, con un evento formativo -informativo sulla patologia neurologica, che vedrà i medici del Gemelli insieme a pazienti e loro familiari con spazio anche per l' intrattenimento musicale.

Un team multidisciplinare al servizio dei pazienti
Nella hall del Policlinico l'evento si aprirà con la proiezione di un video a cura dell'Unità Operativa dei Disturbi del Movimento e del Centro d Medicina dell'Invecchiamento del Gemelli intitolato "Parkinson giorno per giorno». Per tutta la mattinata un team multidisciplinare formato da neurologi, geriatri, fisiatri, foniatri e riabilitatori darà informazioni sulla malattia di Parkinson e risposte relative ai bisogni assistenziali dei pazienti, confrontarsi con gli specialisti del Gemelli dove è attivo un percorso clinico-assistenziale dedicato.

Musica e intrattenimento all'ospedale
La mattinata prosegue con la musica e l'intrattenimento. Alberto Laurenti ci porta nella storia della canzone romana e napoletana e, dulcis in fundo, Paolo Micioni, noto Dj romano e produttore discografico, malato di Parkinson, presenta il video "Guerra al Parkinson». «Anche attraverso queste iniziative sociali vogliamo prenderci cura dei pazienti - spiega la neurologa Anna Rita Bentivoglio, responsabile dell'Unità Operativa dei Disturbi del Movimento presso il Polo di Invecchiamento, Neuroscienze, Testa Collo e Ortopedia del Gemelli - l'iniziativa ha come scopo primario quello di comunicare ai pazienti che non sono soli, hanno l'intera équipe di medici, ricercatori, associazioni e familiari sempre accanto lungo il percorso della malattia».

Tante discipline per incoraggiare il movimento
Ritardare il trattamento nel paziente parkinsoniano non è utile in termini di sopravvivenza e di qualità della vita. «Quando e come iniziare la terapia dipende da tanti fattori: la gravità dei sintomi, l'età, i possibili effetti collaterali, lo stile di vita, il ruolo e le mansioni familiari e lavorative. Non solo la fisioterapia classica ma anche le terapie complementari sono formidabili alleati nella cura del Parkinson - continua la neurologa del Gemelli -. Laddove la riabilitazione mira a potenziare muscoli, rendere più elastiche le articolazioni, rendere più sicuro il passo e più chiara la voce e sicura, le terapie complementari sono praticate in gruppo, aiutano la socializzazione, migliorano l'umore e la qualità della vita». Qualche esempio di terapie complementari utili nei malati di Parkinson sono la teatroterapia, la danzaterapia, il Taichi, il Nordic walking e il Pilates. Insomma il movimento va incoraggiato in ogni modo. (Fonte Askanews)