30 agosto 2025
Aggiornato 10:30
Il prefetto presenta il piano

Gubileo, Gabrielli: Il piano di Roma per affrontare l'Anno Santo

E' il primo Giubileo ai tempi dell'Isis e dei social network. Ci saranno delle app e il supporto delle università romane i cui tirocinanti saranno impiegati nel Press Point

ROMA - Si delinea, a pochi giorni dal Giubileo, il piano che consentirà a Roma di affrontare l'Anno Santo straordinario. A presentarlo oggi a Palazzo Valentini il prefetto, Franco Gabrielli, il commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il vicesindaco della Città metropolitana, Mauro Alessandri.

Il Giubileo ai tempi dell'Isis
«E' il primo Giubileo dei tempi dell'Isis - ha detto Gabrielli - ma anche del tempo della rete e dei social», dunque si punterà anche su quello, dall'interconnessione alla comunicazione e poi a un portale unico fino oltre ad una rete wifi unica. Tema centrale messo in rilievo dai rappresentanti istituzionali è «l'assoluta condivisione, comprensione che avevamo davanti un obiettivo e dovevamo raggiungerlo in maniera integrale. È stata quindi una gestione rivolta soprattutto alla condivisione del patrimonio sia informativo di ciascun ente, al superamento della logica identitaria e alla capacità dei risultati ottenuti per spiegare i propri positivi effetti nel lungo periodo - ha detto Gabrielli».

La Sala Giubileo
Come spiegato dal Prefetto della Capitale sarà centrale la Sala Giubileo «rappresentazione plastica di questa gestione. Una sala che avrà una sorta di 'doppia faccia', una che atterra ai soggetti che vi parteciperanno e una faccia dell'interconnessione perchè saremo interconnessi con tutte le sale operative che opereranno per il Giubileo». E poi il portale unico delle istituzioni italiane: tutto quello che avverrà nell'ambito giubilare avrà una sintesi unica.

App e università
«Avremo ovviamente anche delle app, sia una specifica per il Giubileo e una dell'Agenzia per la mobilità», ha sottolineato Gabrielli ponendo l'accento «sulla rete unica wifi, la più grande rete pubblica d'Europa che mette insieme il wifi della Città metropolitana con il wifi di Roma Capitale realizzando così una sorta di primato», aggiunge Gabrielli. «A questo si aggiungono i 'Big Data' che stiamo realizzando con un gestore di telefonia e con l'Agenzia per la mobilità per avere la possibilità di verificare la effettiva presenza nei luoghi che saranno interessati dalle manifestazioni giubilari». Coinvolte anche le università con una convenzione con tre università pubbliche - Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata - per avere dei tirocinanti che saranno impiegati sia nel Press Point nel complesso del Santo Spirito. La Sala Stampa e tutto quello che attiene agli accrediti sarà gestito dalla Santa Sede, tutto quello che è accoglienza ai giornalisti, redazione del portale unico e app sarà realizzato anche attraverso il concorso di questi tirocinanti, ha chiarito Gabrielli. Infine 1000 volontari - per volere della presidenza della Repubblica - attraverso un bando straordinario concorreranno come volontariato per la massima armonia delle iniziative.

Nessun senso annullare Giubileo
Sarà un Giubileo sicuro? Sarà un Giubileo protetto. Si poteva non fare il Giubileo? «No. Annullare il Giubileo non avrebbe minimamente modificato la minaccia, cioè colpire un paese come l'Italia che si trova in un contesto internazionale ben definito ed è la sede della cristianità. Gli obiettivi ci sono in tutto il mondo, non dimentichiamoci che il Papa ha deciso di aprire la prima porta santa non a Roma ma in Centroafrica. Quindi paradossalmente la soluzione sarebbe spostare il Vaticano dall'Italia, ma non mi sembra il caso», ha aggiunto il prefetto di Roma.


(con fonte Askanews)