6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
all'orizzonte un nuovo patto del nazareno?

Marchini sì, Marchini no. Il dubbio amletico di Fi e Pd

I maggiori partiti nazionali hanno seccamente smentito di aver messo gli occhi su Alfio Marchini come candidato sindaco di Roma. Ma sarà vero?

ROMA - Marchini sì, Marchini no. E' questo il dubbio amletico che affligge molte coscienze politiche nella Capitale. Intorno a lui, intanto, si muovono i tentacoli dei maggiori partiti nazionali, che vedono in Alfio il cavallo vincente della corsa verso il Campidoglio. Ma la strada è ancora lunga e le alleanze nient'affatto scontate.

Lorenzin lancia Marchini, ma Fi smentisce
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva giusto ieri lanciato un appello accorato: «Marchini come candidato sindaco di Roma, o vincerà il M5S", aveva detto rivolta ai due maggiori partiti nazionali, Pd e Fi. E, d'altronde, Berlusconi da un lato e Renzi dall'altro avevano già palesano il loro interesse nei confronti di Alfio Marchini e l'ipotesi di un'improvvisa quanto opportunistica rinascita del Patto del Nazareno non sembrava molto lontana. Ma già oggi sono arrivate le smentite, vere o presunte, e il teatrino della politica nazionale rimette tutto in discussione. «Marchini candidato dal patto del Nazareno a sindaco di Roma? Escludo una simile ipotesi», ha detto Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, intervenendo ad Agorà (RaiTre). «Marchini è un candidato che ha tutta la legittimità politica di partecipare a questa corsa, ma non ho ancora capito con chi vuole partecipare - ha aggiunto Toti - l'ho lasciato che aderiva alle primarie del Pd, adesso potrebbe essere un candidato legittimo di un'area di centro-destra culturale come pare che si proponga. Non ho mai parlato con Marchini, quindi non saprei", ha concluso.

Serracchiani: Il Pd corre da solo
Dello stesso avviso anche il Pd. «Marchini candidato dal patto del Nazareno a sindaco di Roma? L'ho negato assolutamente, noi corriamo da soli", ha detto a sua volta Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli-Venezia Giulia e vicesegretario del Pd, intervenendo ad Agorà (RaiTre). «Su Roma e le elezioni capitoline, quando saranno, niente alchimie: il Partito Democratico andrà per conto suo, senza pastrocchi", ha aggiunto la Serracchiani. Il motivo di una così tempestiva quanto inaspettata presa di posizione nei confronti di Marchini da parte di Fi e Pd può essere rintracciato nelle parole del segretario romano di Sel, Paolo Cento: «La proposta della ministra Lorenzin di un sostegno Pd e Forza Italia a Marchini è una vera e propria trappola mortale per Roma, e un grande regalo al M5S», ha affermato Cento. «A Roma non servono grandi ammucchiate con Marchini - ha proseguito il segretario di Sel - per perdere, ma una proposta netta e chiara per un sindaco capace di unire la sinistra e i democratici della città».

Repetti: un'ammucchiata contro Grillo è un grave errore
E a pensare che un patto anti-Grillo possa essere una trappola mortale per Roma non è solo Sel. «Leggo dell'ipotesi da parte di autorevoli esponenti di Ncd su una convergenza di Pd, Ncd e Forza Italia su un candidato come Alfio Marchini. Lo riterrei, a mio modesto parere, un grave errore, e non mi riferisco al candidato», ribadisce in una nota anche la senatrice del gruppo Misto, Manuela Repetti. «Infatti dare vita ad un fronte dal Pd a Forza Italia con l'obiettivo di arrestare la minaccia di un successo di Grillo a Roma, significherebbe avallare l'idea di fondo di Grillo di essere la risposta al vecchio sistema, imperniato sul preteso inciucio fra maggioranza e opposizione, cioè su Pd e Forza Italia. Sono certa che il PD non ha bisogno di pasticci per vincere le elezioni a Roma. Credo debba solo scegliere un candidato autorevole e capace, non necessariamente tra le fila di partito, che possa coagulare anche forze moderate che già oggi collaborano con il governo. Intanto, con l'ottima scelta di Tronca, il governo Renzi ha già avviato il lavoro per superare l'emergenza in cui si trova Roma", conclude la Repetti. (Fonte Askanews)