Ecco cos'accadrebbe se Marino ritirasse le sue dimissioni
Il Pd avrebbe bisogno dei voti della destra per mandar via il sindaco di sinistra, ma non è l'unico problema...
ROMA - L'Assemblea Capitolina è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo di Roma Capitale: è composta dal sindaco e da 48 consiglieri capitolini. Ad oggi, i consiglieri di maggioranza in quota Pd sono 19, quelli della Lista Civica Marino sindaco sono 4 e 4 sono anche quelli di Sel. Sul versante dell'opposizione, invece, sono 4 i consiglieri in quota Movimento 5 Stelle, 2 per Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, 1 della lista Cittadini per Roma (l'ex sindaco Gianni Alemanno), 2 per la lista Marchini sindaco, 1 per il Popolo delle Libertà, 3 per Forza Italia, 2 per Alleanza popolare nazionale, 1 per Centro democratico e 4 per il gruppo misto.
Il Pd sfiducia Marino
Il Pd vuole Qualora il sindaco uscente di Roma, Ignazio Marino, decidesse di convocare il consiglio capitolino per 'comunicazioni urgenti all'aula' (la data potrebbe eventualmente essere quella di giovedì o al massimo di venerdì prossimo) e ritirare in quella sede le proprie dimissioni, che avrebbero in caso contrario effetto immediato dal 2 novembre, si aprirebbero diversi scenari politici. Il primo dei quali, come più volte ribadito dal commissario del Pd Romano Matteo Orfini, sarebbe quello di una mozione di sfiducia presentata dal Pd, visto che Ignazio Marino non ha necessità di sottoporre il ritiro delle proprie dimisioni a un voto dell'aula Giulio Cesare.
L'alleanza con la destra per abbattere il sindaco di sinistra
Però, affinché il consiglio capitolino possa sfiduciare il sindaco, è necessario avere la maggioranza più uno dei voti e dunque 25 in totale. E' evidente che, anche se il Pd riuscisse a presentare e a votare compatto la mozione di sfiducia i 19 consiglieri del Partito democratico non sarebbero sufficienti. Tanto più che non sembrerebbero tutti e 19 orientati a votare contro il sindaco di Roma. E i consiglieri di Sel non sembrano disposti ad appoggiare la strategia anti Marino. Quindi, qui si aprirebbe il problema, tutto politico, di andare a cercare a destra i voti per abbattere il proprio sindaco.
Il commissariamento del comune
Un'altra alternativo potrebbero essere le dimissioni di massa dei consiglieri (serve sempre la maggioranza più uno, quindi 25 consiglieri disposti a dimettersi), ma anche in questo caso il Pd non riuscirebbe con ogni probabilità a convincere i suoi 19 consiglieri a lasciare la poltrona, e dovrebbe nuovamente ricorrere all'aiuto di Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Alfio Marchini, Gianni Alemanno o Fratelli d'Italia. Si sarebbe parlato anche di una terza via, che però non sembra essere praticabile in quanto farebbe slittare tutto a dicembre, ovvero la bocciatura del bilancio capitolino, che comporterebbe il commmissariamento del Comune. (Fonte Askanews)
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