6 giugno 2020
Aggiornato 21:00
«Non era associazione mafiosa»

Mafia Capitale, legale di Buzzi: Ecco perché non sarà condannato per mafia

L'avvocato di Salvatore Buzzi, il «ras delle cooperative» di Mafia Capitale, si dice convinto che l'accusa di mafia nei confronti del suo assistito cadrà: non era un'associazione mafiosa, «c'è presenza di utilizzo di posti di potere per farsi i fatti propri»

ROMA - Alessandro Diddi, avvocato difensore di Salvatore Buzzi, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , per fare il punto della situazione del suo assistito a meno di un mese dall'inizio del processo legato a Mafia Capitale.

Il confronto con Alemanno
Spiega Diddi: «La nostra non sarà una difesa show, ci dobbiamo difendere da un'imputazione di mafia quindi dobbiamo dimostrare che non esiste alcun tipo di condizionamento della pubblica amministrazione. Abbiamo necessità di dimostrare che nessuna istituzione si è sentita intimidita nell'azione amministrativa. Dobbiamo dimostrare che nessuno di questi organi sia stato intimidito o minacciato da Buzzi. La scelta che è stata fatta nel caso di Alemanno è molto significativa, lui non risponde del reato di associazione di stampo mafioso, il fatto che per lui sia venuta a cadere questa accusa è un vantaggio anche per Buzzi. Come è possibile che Buzzi abbia agito da mafioso mentre Alemanno nel fare certe cose non era consapevole di favorire un'associazione di stampo mafioso?». 

L'accusa di mafia cadrà
Diddi è convinto che nei confronti di Buzzi cadrà l'accusa di mafia: «Mi chiedo se davvero in cuor loro i magistrati credano all'accusa per delinquere di stampo mafioso nei confronti di Buzzi. Il diritto non è una operazione aritmetica. Conosco il tribunale che ci giudicherà perché ha emesso la sentenza legata al caso Fasciani. Quella sentenza è un manuale di diritto, proprio quella sentenza, che ho studiato, dimostra che Buzzi non ha nulla a che fare con la mafia. Fino ad oggi i mass media hanno seguito con adeguata presenza questo caso, spero che l'opinione pubblica possa farsi un'opinione serena su come si siano svolti i fatti. Non dico che non ci sono stati reati, questo non lo dice neanche il mio cliente. Sostengo solo che Roma non è e non è stata in mano ad una associazione per delinquere di stampo mafioso. Fasciani è stato condannato per mafia, la sentenza descrive quali sono i discrimini tra un'associazione per delinquere e un'associazione per delinquere di stampo mafioso: nel caso di mafia, c'è un serrato controllo del territorio, succubanza di persone, ritorsioni, incendi, incursioni di persone armate, c'è un controllo del territorio fatto con violenza ed intimidazione. Quella è la mafia. In tutte le carte del nostro processo di questo non c'è traccia. Semmai c'è presenza di utilizzo di posti di potere per farsi i fatti propri ma questa è un'altra cosa che con la mafia niente ha a che vedere».

Carminati diverso da Buzzi
Secondo Diddi, la figura di Carminati e la figura di Buzzi non devono assolutamente essere confuse: «Questo più che la stampa lo ha fatto il pm. Avevo già detto al tribunale del riesame che le due figure non possono essere confuse o paragonate. C'è un mondo di destra e un mondo di sinistra, questi due mondi hanno sempre viaggiato in maniera assolutamente parallela. E' stata una operazione fatta dalla Procura fondere i due mondi e farne uno solo». 

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