23 agosto 2019
Aggiornato 11:00
L'ex sindaco risponde all'assessore alla legalità

Alemanno a Sabella: «A Roma nessuna autostrada del crimine»

Gianni Alemanno risponde alle accuse mosse dall'assessore alla legalità capitolino Alfonso Sabella in merito agli illeciti che si sarebbero perpetrati in ambito di affidamento di appalti durante l'amministrazione Alemanno

ROMA - «Da Sabella, che oltre ad essere un assessore in carica è un magistrato, mi aspetterei una maggiore precisione nelle dichiarazioni e nei riferimenti di legge. Sabella dovrebbe sapere che la riserva del 5% alle cooperative sociali è una norma prevista per legge che tutti i Comuni devono applicare». Lo dichiara in una nota Gianni Alemanno.

L'ex sindaco risponde
«In più Sabella - prosegue ancora l'ex sindaco di Roma - dovrebbe sapere che ogni anno il Comune di Roma approva oltre 150mila determine dirigenziali di affidamento che quindi non possono essere tutte sottoposte al controllo di legittimità da parte della Direzione Generale del Comune. Per questo motivo il Consiglio Comunale approvò un regolamento che stabiliva la soglia dei 200mila euro sopra la quale far scattare il controllo di legittimità».

Solo applicazione delle norme previste
«Ciò non di meno - conclude Alemanno - sia nel 2013 e nel 2014 il controllo di legittimità della direzione centrale ha vagliato molte determine inferiori a questa cifra, senza che l'amministrazione Marino avesse nulla da eccepire. Non c'è stata quindi nessuna autostrada del crimine ma semplicemente l'applicazione di norme previste dalla legge e che portano tutti i grandi comuni a fare lo stesso tipo di verifiche».

(con fonte Askanews)