21 agosto 2019
Aggiornato 20:30
Il sindaco torna dagli States e arriva a Don Bosco

«Domani sarò in piazza con i romani per dire no alle mafie»

«Il valore e la forza del movimento e dell'indignazione civile, alla base della volontà di essere tutti domani in piazza Don Bosco, serviranno dunque per testimoniare il No deciso di Roma a ogni forma di criminalità organizzata», ha affermato il sindaco Ignazio Marino

ROMA (askanews) - «In piazza con i romani per sbattere porta in faccia a mafie»: così il sindaco di Roma Ignazio Marino, ha annunciato che domani sarà a Roma, alla manifestazione «antimafia capitale», «per la legalità e contro le mafie», indetta dal Pd romano, per le 18 a piazza Don Bosco, diventata luogo simbolico dopo i funerali show dei Casamonica.

Roma dirà il suo no alla mafia
Ancora in vacanza negli States, Marino domani tornerà al Campidoglio, prima presiederà la giunta, poi andrà in piazza Don Bosco, e ha affidato ad un comunicato dell'ufficio stampa capitolino, il suo messaggio per la manifestazione: «Domani a piazza Don Bosco Roma dirà il suo no alla mafia. Con tutta la giunta e i presidenti di municipio saremo in quella piazza insieme ai cittadini, alle associazioni, alle istituzioni, ai partiti, a tutti coloro, e sono la stragrande maggioranza dei cittadini romani e italiani, che vogliono sbattere la porta in faccia alla criminalità organizzata, che ha allungato le sue mani sul territorio comunale, e ha puntato a entrare nelle istituzioni per asservirle ai propri interessi».

Il Quadraro non sia il trofeo della mafia
«Ecco perché - ha sottolineato Marino nel suo messaggio - non possiamo accettare che piazza Don Bosco e il grande quartiere attorno, quasi una città per le sue dimensioni e per la sua importanza, possano diventare il simbolo della conquista del territorio da parte della criminalità. Il loro trofeo». «Riprendiamoci tutti insieme ogni singolo metro della città - esorta il sindaco - a partire dalla chiesa tra le più grandi e notevoli della città moderna, e dalle strade intorno, scelte dalla famiglia Casamonica per un funerale che ha voluto utilizzare il corpo di un morto per inviare messaggi ai vivi».

E' un imperativo morale
Perché «Roma non vuole e può accettare tutto ciò. E soprattutto lo rifiuta. Dal primo giorno del mio insediamento abbiamo chiuse porte e portoni ai banditi che avevano trovato varchi nella amministrazione Alemanno». «Il valore e la forza del movimento e dell'indignazione civile, alla base della volontà di essere tutti domani in piazza Don Bosco, serviranno dunque per testimoniare il No deciso di Roma a ogni forma di criminalità organizzata», ha ribadito il sindaco Marino, ricordando che si tratta di «un imperativo morale che si misura ogni giorno con l'impegno di ognuno di noi, a partire da chi ha responsabilità istituzionali, nell'alzare un muro invalicabile a ogni tentativo di infiltrazione o connivenza».

Lotta alla mafia è impegno quotidiano
E «spero che questo possa avvenire senza divisioni ideologiche o politiche e senza polemiche, che non farebbero altro che indebolire il fronte della legalità a tutto vantaggio della mafia». «La criminalità organizzata, ricordiamocelo, ci chiude lo sguardo al futuro. Ci impedisce di correre alla pari e con le stesse regole. Nella corruzione la mafia brucia risorse che potrebbero essere impiegate più proficuamente per la nostra comunità», ha avvertito il sindaco di Roma, assicurando: «Per ciò che riguarda l'amministrazione di Roma e me, la lotta contro la mafia rappresenta sin dall'inizio un impegno quotidiano. Un lavoro difficile a causa di una eredità pesantissima, quella degli anni in cui mafiosi e corrotti avevano diretto accesso e controllo sui vertici del comune». Quindi - conclude il messaggio del sindaco: «Riconosciamoci tutti in questa battaglia, che va condotta coinvolgendo i cittadini, le loro associazioni. Facciamo sì che piazza Don Bosco sia un nuovo inizio».