26 agosto 2019
Aggiornato 07:30
Il governatore lombardo contro il viminale

Maroni: Altri profughi in Lombardia? No, grazie

Le Regioni non sono minimamente coinvolte nelle decisioni relative all'accoglienza sul territorio di nuovi profughi. «Non posso fare altro che prendere atto di una scelta sbagliata che aumenterà il conflitto sul territorio e che rischia deflagrare in una crisi vera e propria», afferma il governatore lombardo Maroni

MILANO (askanews) - «Il Viminale potrebbe mandare nuovi profughi in Lombardia? Noi siamo tagliati fuori, non siamo minimamente coinvolti come Regione in queste scelte. Non posso fare altro che prendere atto di una scelta sbagliata che aumenterà il conflitto sul territorio e che rischia deflagrare in una crisi vera e propria. Mi auguro di no». Lo ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, incontrando i giornalisti al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala, alla conferenza stampa di presentazione de 'L'elisir d'amore a Malpensa'.

Governo incapace di fermare flussi
«Il problema è solo uno: questo Governo non è in grado di fermare i flussi e quindi assistiamo impotenti a queste operazioni che vengono gestite direttamente dal Viminale, attraverso le Prefetture, senza informare i sindaci, non solo il presidente della Regione. Ho fatto delle proteste finora risultate inutili - ha detto - ma voglio contrastare queste operazioni, come ho detto, come sto facendo e come continuerò a fare».

Possibile incontro con Alfano?
«Oggi a Milano ci sarà il ministro Alfano? Non ho in programma nessun incontro con lui - ha osservato Maroni - ma sono sempre disponibile ad incontrarlo ovviamente. Alfano è un amico, anche se non condivido molte delle cose che sta facendo, come gli ho già detto. Ma se vuole incontrarmi sono sempre disponibile».