11 aprile 2021
Aggiornato 12:00
Meeting di Rimini

Papa Francesco: «Il dramma di oggi è la negazione della dignità dell'uomo»

Il Santo Padre invia un messaggio al meeting di Comunione e liberazione che prenderà il via il 20 agosto: E' in corso una «preoccupante colonizzazione ideologica»

BOLOGNA (askanews) - «Il dramma di oggi consiste nel pericolo incombente della negazione dell'identità e della dignità della persona umana». E' in corso una «preoccupante colonizzazione ideologica» che «riduce la percezione dei bisogni autentici del cuore per offrire risposte limitate che non considerano l'ampiezza della ricerca di amore, verità, bellezza, giustizia che è in ciascuno». Con queste parole il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, ha inviato a nome di Papa Francesco un saluto agli organizzatore del Meeting di Comunione e liberazione che prenderà il via il 20 agosto a Rimini.

Il messaggio di Papa Francesco
«Il Santo Padre - ha scritto nel messaggio il card. Parolin - augura agli organizzatori e ai volontari del Meeting di andare incontro a tutti sostenuti dal desiderio di proporre con forza, bellezza e semplicità la buona notizia dell'amore di Dio, che anche oggi si china sulla nostra mancanza per riempirla dell'acqua di vita che scaturisce da Gesù risorto». Nel messaggio inviato a nome di Papa Francesco, il segretario di Stato Vaticano ha ricordato il tema della 36esima edizione del Meeting di Cl, «Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?», preso in prestito da un verso del poeta Mario Luzi. "Per essere degni di trovare una risposta - ha scritto il card. Parolin citando l'esortazione Evangelii gaudium - occorre considerare in modo serio la propria umanità, coltivando sempre questa sana inquietudine. In tale impegno è possibile ricorrere semplicemente a qualche esperienza umana frequente, come la gioia di un nuovo incontro, le delusioni, la paura della solitudine, la compassione per il dolore altrui, l'insicurezza davanti al futuro, la preoccupazione per una persona cara».

Parolin: Il compito dei cristiani è quello di iniziare processi
Davanti agli interrogativi dell'uomo di oggi, «per la Chiesa si apre una strada affascinante, come fu all'inizio del cristianesimo, quando gli uomini si affannavano nella vita senza il coraggio, la forza o la serietà di esprimere domande decisive». Per Parolin «nessuno di noi può iniziare un dialogo su Dio, se non riusciamo ad alimentare il lumino fumigante che arde nel cuore, senza accusare nessuno per i suoi limiti, senza pretendere, ma accogliendo e ascoltando chiunque. Il compito dei cristiani, come ama ripetere Papa Francesco, è iniziare processi più che occupare spazi. E il primo passo è proprio ridestare il senso di quella mancanza di cui di cui il cuore è pieno e che così frequentemente giace sotto il peso di fatiche e speranze deluse. Con il tema di quest'anno - continua poi il messaggio del Papa - il Meeting può cooperare a un compito essenziale della Chiesa, cioè non consentire che qualcuno si accontenti di poco, ma che possa dire pienamente: 'Non vivo più io, ma Cristo vive in me'. Qui sta il contributo che la fede cristiana offre a tutti e che il Meeting può testimoniare innanzitutto con la vita delle persone che lo realizzano».