22 luglio 2019
Aggiornato 16:30

Di Maio vs Di Battista, il Movimento scricchiola

Non solo Luigi Di Maio, anche il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo mette in chiaro la situazione: per concorrere verso altri incarichi politici è necessario portare a termine il mandato iniziato

ROMA - Niente salto della poltrona per Alessandro Di Battista. È Luigi Di Maio a parlare e a mettere le cose in chiaro. «Noi abbiamo delle regole», spiega Di Maio, e se i cittadini eleggono un rappresentante dei 5 Stelle in un preciso ruolo, «non puoi fare il salto della poltrona durante il mandato». Dissipa ogni dubbio, il vicepresidente della Camera e precisa che il grillino Di Battista non concorrerà alle amministrative romane, qualora il sindaco Marino scegliesse di dimettersi.

In cerca del nuovo «Alessandro Di Battista» per Roma
È una questione di serietà, continua Di Maio, che precisa che «se tu vieni eletto da una parte, devi lavorare lì per realizzare un programma elettorale». Parla a nome del direttorio, Luigi Di Maio, e anche dello stesso Alessandro Di Battista, il quale, più volte, ha ribadito la sua posizione, quindi l'impossibilità di candidarsi per via delle norme interne al Movimento. «Questa cosa non è possibile», continua Di Maio, e lo dice anche Di Battista – continua il membro del direttorio –, perché il grillino romano è stato eletto in Parlamento e prima di potersi candidare in altri ambiti della vita politica del territorio, Di Battista, «per una questione di serietà, deve prima finire il mandato». Nel frattempo, il vicepresidente della Camera garantisce che il Movimento 5 Stelle è in cerca del candidato ideale da proporre alla città di Roma, in sostituzione di Ignazio Marino – ormai arrivato agli ultimi giorni del mandato, a detta dei grillini. «Avremo modo di farvi conoscere altri 'Alessandro Di Battista' che saranno nuovi candidati al Comune di Roma», spiega, infatti, Di Maio.

Verso un referendum online?
Intanto c'è fermento nel Movimento 5 Stelle capitolino. Di Battista garantisce di non volersi candidare al Campidoglio, ma sono in tanti nel Movimento a premere affinché sia proprio lui la testa da candidare su Roma. I 5 Stelle, tutt'altro che preoccupati dal desistere dell'attuale primo cittadino dell'Urbe, si vedono già alla guida della città, qualora fosse la faccia dell'acclamatissimo grillino Di Battista a rappresentare i pentastellati romani. Come rivelato dall'Espresso, le ultime notizie vedono un lento concretizzarsi del programma dei 5 Stelle capitolini, di alcuni parlamentari e sostenitori di Di Battista, intenzionati a chiedere a Beppe Grillo di dare l'ok per un referendum online per «convalidare» la candidatura del pentastellato romano.

Grillo: la coerenza è la nostra forza
Gli ultimi giorni hanno visto un massiccio mail bombing indirizzato allo staff romano e, in particolare al guru pentastellato Gianroberto Casaleggio, affinché la testa del Movimento, in virtù dell'influenza del giovane Di Battista, conceda la deroga rispetto alla regola che impedirebbe la corsa verso altri incarichi nel bel mezzo del mandato da parlamentare. Non sembra, però, avere i risultati sperati, il programma in questione, tanto che lo scorso sabato, in occasione della manifestazione di Ostia per chiedere le dimissioni di Marino, è Grillo in persona a mettere a tacere voci di corridoio e speranze varie su di Di Battista sindaco: «Se vieni eletto in Parlamento, finisci il mandato. Può sembrare ed essere controproducente, ma è anche la nostra coerenza che fa la differenza. Non siamo un partito».