28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Lega nord: noi l'alternativa a questo governo

Salvini sfida Renzi: se arrivo secondo, mi candido alla guida del Paese

A meno di una settimana dalle elezioni regionali, il leader della Lega nord Matteo Salvini lancia il guanto di sfida al premier Matteo Renzi e al centrodestra di Silvio Berlusconi: «Offriamo la possibilità di cambiare l'Italia»

ROMA - Matteo Salvini non ha dubbi: se la prossima settimana, alle votazioni regionali, la Lega nord otterrà un buon risultato, lancerà la sfida al premier e correrà per la leadership del Paese. Manca una manciata di giorni alle votazioni regionali e il segretario del Carroccio, sondaggi alla mano, prospetta risposte positive da parte dell'elettorato: «Domenica prossima confido che la Lega sarà il primo movimento nazionale alternativo a Renzi. Io non mi invento nulla. Ma se arriveremo secondi dopo Renzi ci candideremo alla guida di questo paese».

La doppia sfida di Matteo
Il risultato della Lega nord dipenderà da quei dieci milioni di elettori che votavano per il centrodestra, orfani oggi di una formazione in grado di rispondere alle loro esigenze di elettori. La Lega di Matteo Salvini si propone di offrire loro «la possibilità di cambiare l'Italia». «Il segretario del Pd è molto più spietato di me, ma economicamente è molto mal consigliato, non ne sta beccando una», spiega Salvini. Una sfida doppia, quindi, quella di Matteo Salvini, che da una parte lancia il guanto al segretario del Pd e presidente del Consiglio Matteo Renzi, e dall'altro sfida l'alleato Silvio Berlusconi, minacciato dall'idea di un Salvini pronto a farsi portavoce del fronte anti-Renzi.

Le possibili aperture
Ospite di «In 1/2» di Lucia Annunziata, Matteo Salvini gioca bene le sue carte: alla chiusura netta verso la politica economica messa in campo da Renzi e i suoi, Salvini contrappone un'apertura importante al governo che è quella in ambito di immigrazione. Il leader del Carroccio, infatti, si dice pronto ad appoggiare insieme al Partito democratico «l'affondamento dei barconi degli scafisti». Quindi, qualora Renzi si decidesse a colpire sulle coste dell'Africa settentrionale le imbarcazioni dei trafficanti che trasportano in Italia i migranti, Matteo Salvini sosterrebbe l'azione del governo. «se ci sono battaglie giuste, io le faccio», spiega il segretario della Lega: come è successo con la Fiom e con gli ambientalisti.

La questione pensioni
Non solo immigrazione. Salvini parla di possibili aperture anche in ambito pensionistico. A patto che le condizioni per il prepensionamento siano quelle di cui si legge in questi giorni, i parlamentari della Lega nord potrebbero scendere a compromessi e sostenere la norma di Cesare Damiano, con la quale si abbasserebbe a 62 anni l'età di pensionamento.

Rottamare Silvio?
Dall'Annunziata, Salvini dunque esclude la possibilità che si crei un fronte unico antirenziano che faccia da bacino alle diverse forze di centrodestra: la Lega contro tutti e, soprattutto, contro l'idea di una coalizione in cui i vari Alfano, Fini, Follini e Casini si ritrovino per tener testa al centrosinistra capeggiato dal presidente del Consiglio. «La Lega è la Lega e quando avremo vinto le elezioni, la settimana prossima, ne riparleremo», dice Salvini. Alla domanda della conduttrice che, con lessico renziano, chiede al leader della Lega se si parla di «rottamare» Silvio Berlusconi, Salvini risponde che l'intenzione della Lega non è quella di rottamare nessuno. Sarà lo stesso leader azzurro – secondo Salvini –, una volta constatato il risultato della Lega alle regionali, a «prendere atto». Dopo la sinistra di Renzi, ovviamente.