12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Emergenza sbarchi

Morcone: «La vita delle persone sia fuori dai calcoli della elezioni»

Nuovi progetti partiranno per dislocare nei diversi Comuni d'Italia i migranti che sbarcano sulle coste meridionali del nostro paese ed ognuno dovrà fare la sua parte. A farlo intendere è stato oggi il Capo del Dipartimento Diritti civili e immigrazione del Viminale, Prefetto Mario Morcone che si è detto "stupito" da alcune decisioni assunte a livello locale in questo campo.

ROMA (askanews) - Nuovi progetti partiranno per dislocare nei diversi Comuni d'Italia i migranti che sbarcano sulle coste meridionali del nostro paese ed ognuno dovrà fare la sua parte. A farlo intendere è stato oggi il Capo del Dipartimento Diritti civili e immigrazione del Viminale, Prefetto Mario Morcone che si è detto "stupito" da alcune decisioni assunte a livello locale in questo campo.

Le Regioni non collaborano
Parlando stamane nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattamento dei migranti, Morcone ha citato il caso del Presidente della regione Valle d'Aosta che ha negato la disponibilità ad accogliere 79 immigrati. Il prefetto ha fatto notare come in quella regione ci siano 74 Comuni che, quindi, avrebbero dovuto provvedere, in media, ad assistere un immigrato. «Non può essere questo - ha quindi aggiunto - il modo di affrontare questi problemi. Penso che la vita delle persone, soprattutto di chi ha sofferto, debbano essere tirate fuori dalla polemica politica o dai calcoli o dalle speranze di vincere le elezioni». Comunque, ha assicurato Morcone, si proseguirà sulla strada del sistema Sprar «condividendo il più possibile con i sindaci le scelte, fuori da ogni logica dirigistica». 

Il sistema di infrastrutture stabili
«Quello che vogliamo fare - ha poi spiegato - è di creare un sistema di infrastrutture stabili ed ordinarie di accoglienza per non gestire più l'immigrazione come una emergenza». Un sistema, ha poi riferito il Prefetto, che al momento costa circa 630 milioni di euro l'anno, dei quali circa 13 milioni trovati dai Fondi Ue. Sempre a livello europeo si può contare su altri 310 milioni di euro da suddividere, però, in 7 anni e non ancora erogati. «Qui il problema non è - ha aggiunto Morcone - che l'Europa è cattiva con noi ma che occorrerebbe a livello di Commissione europea rivedere i budget da destinare oggi all'immigrazione e certamente inferiori ai bisogni dei singoli Stati».