22 gennaio 2021
Aggiornato 07:30
Snam Rete Gas rinnova gli impianti

Da Vercelli a Cavaglià un metanodotto tutto nuovo

La nuova struttura resa necessaria a causa della progressiva riduzione della copertura di terreno sopra alle tubature, dovuta alle lavorazioni agricole

VERCELLI - Un solco lungo oltre 22 chilometri che taglia il territorio Vercellese e Biellese, da Vercelli fino a Cavaglià. Circondate dalle reti arancioni dei cantieri le ruspe stanno scavando la terra per posare delle tubature. La struttura in costruzione è un metanodotto di Snam Rete Gas, società italiana operante nel trasporto e dispacciamento di gas naturale. Il rifacimento del metanodotto Vercelli-Cavaglià è stato previsto nell'ambito del riassetto e adeguamento della rete realizzata nel 1952. «L'intervento - hanno comunicato dall'azienda - si è reso necessario al fine di superare la problematica di progressiva riduzione della copertura della condotta, causata dalle continue lavorazioni agricole (livellamenti su risaie), nonché eliminare attraversamenti aerei di corsi d'acqua». Il progetto prevede inoltre il rifacimento e il collegamento degli allacciamenti e delle derivazioni già presenti lungo il tracciato. La nuova struttura sarà ispezionabile periodicamente, ai fini del controllare l'integrità della tubazione. La condotta esistente, una volta dismessa, verrà rimossa. L'opera interessa le province di Vercelli e Biella e attraversa i territori dei Comuni di Vercelli, Olcenengo, San Germano Vercellese, Santhià e Cavaglià.

AVANZAMENTO LAVORI - Le attività di costruzione sono state avviate nell'ottobre dello scorso anno. Il tratto in risaia lungo circa 17 chilometri è già stato ultimato e le aree di occupazione, necessarie per l'esecuzione dei lavori, sono state reintegrate ai legittimi proprietari. Il tratto rimanente verrà ultimato entro il mese di settembre di quest'anno. Nella fase operativa, una volta posata e interrata la condotta, avviene il ripristino ambientale e della vegetazione su tutta la linea. Le metodologie di esecuzione delle semine e dei rimboschimenti, sono concordate con il Corpo Forestale dello Stato e con gli altri Enti istituzionalmente competenti. L'obiettivo finale è il ripristino del suolo alle condizioni originarie con un rafforzamento della sua stabilità.