21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Lega Nord dice no ad accoglienza

Cota: «Il Piemonte ha esaurito le sue possibilità di accoglienza»

Ogni immigrato in più rischia di alimentare una polveriera. Lo ha sostenuto il leader della Lega Nord in Piemonte Roberto Cota. «La situazione è molto grave , noi non possiamo più accogliere immigrati sul territorio della nostra regione. Abbiamo esaurito le nostre possibilità di accoglienza».

TORINO (askanews) - Il Piemonte ha esaurito le sue possibilità di accoglienza. Ogni immigrato in più rischia di alimentare una polveriera. Lo ha sostenuto il leader della Lega Nord in Piemonte roberto Cota, che questa mattina con una delegazione di parlamentari e rappresentanti piemontesi del Carroccio ha incontrato il prefetto di Torino Paola Basilone, per avere dettagli sulla situazione dei profughi e riferire le preoccupazioni degli amministratori locali leghisti. Dal canto suo la collega di partito Gianna Gancia definisce «spot fuori luogo», gli appelli ad accoglierli nelle case. «La situazione è molto grave - ha detto Cota dopo l'incontro -, noi non possiamo più accogliere immigrati sul territorio della nostra regione. Abbiamo esaurito le nostre possibilità di accoglienza». «Abbiamo una quota di assegnanzione di 783 immigrati ogni diecimila arrivi - ha aggiunto - Con la proiezione di arrivi di migliaia e migliaia di persone al giorno il nostro territorio rischia, con la loro allocazione in contesti non idonei, di diventare una polveriera».

Non sono tutti profughi
«E già si comincia a sentir parlare di tendopoli e di sistemazioni in alloggi più o meno di fortuna», mentre all'orizzonte potrebbe esserci anche l'utilizzo delle caserme, eventualità di cui però non si è parlato con il prefetto. Cota ha anche sottolineato che non tutti gli arrivi sono costituiti da profughi, tant'è che molti «fuggono senza neppure aver presentato domanda d'asilo oppure nelle more della procedura stessa. La sinistra nel non gestire il fenomeno cerca di dire che tutti quelli che arrivano sono profughi: non è vero». Comuni e regioni dovrebbero essere coinvolti , ha osservato Cota, «ma rilevo che presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha una posizione nulla, inesistente, ambigua. Ieri la conferenza delle regioni non ha esaminato il tema perchè i presidenti di Lombardia e Veneto hanno detto che era impossibile ricevere nuovi immigrati e Chiamparino come suo solito ha fatto il pesce in barile».

Fare le tendopoli in Libia, non in Italia
Roberto Simonetti deputato leghista ed ex presidente della provincia di Biella, a cui sono destinati 283 immigrati, ha detto che le strutture ricettive sono esaurite nel suo territorio con questa tornata di immigrazione: «Ulteriori ventimila devono ancora essere smistati sui territori, ma difficilmente troveranno un'allocazione abitativa, pertanto non vorrei che l'emergenza si trasformasse in tendopoli». «Più che fare accoglienza - ha aggiunto - dovremmo fermare gli sbarchi e le tendopoli farle in Libia e lì individuare le persone effettivamente oggetto di persecuzione». Gianna Gancia ex presidente della provincia di Cuneo e capogruppo della Lega alla Regione Piemonte ha invece attaccato l'appello del vescovo di Mondovì, Luciano Pacomio, per ospitare gli immigrati in famiglia: Una soluzione, ha osservato l'esponente leghista, che "non è garanzia di sicurezza soprattutto dal punto di vista della salute pubblica, e non è una soluzione percorribile».

«Italia è un taxi per questa gente»
«E' uno spot fuori luogo e non mi risulta che ci siano famiglie che abbiano raccolto questo appello». Il parlamentare vercellese Gianluca Buonanno ha infine puntato il dito su chi opera con gli immigrati: «mi ha stupito che i pagamenti relativi ai clandestini sono molto puntuali, peccato che lo Stato non abbia la altrettanta attenzione con le imprese che magari aspettano da due, tre, quattro anni. Si vede che il ministro degli Interni è molto affezionato ai clandestini»: «Sono stato recentemente in Libia - ha detto ancora - e ho potuto capire che l'Italia è un taxi per questa gente. Il governo di Tobruk ha chiesto di poter togliere l'embargo alle armi per poter sconfiggere l'Isis e i trafficanti di immigrati , ma l'embargo rimane mentre il governo di Tripoli fa ciò che vuole, in sostanza l'occidente invece di aiutare chi ci vorrebbe aiutare, li penalizza, e quelli invece che continuano a fare il malaffare e alimentano il terrorismo in realtà sono aiutati dall'occidente».