17 novembre 2019
Aggiornato 15:30

Mattarella: «Ricordiamo Elio Toaff con una via a lui dedicata»

"I tempi che viviamo segnano una grave recrudescenza dell'antisemitismo che non va sottovalutata. Anche per questo va ribadito con forza il rifiuto a ogni discriminazione, sancito dalla nostra Costituzione", ha ribadito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella commemorando Elio Toaff.

Roma (askanews) - «I tempi che viviamo segnano una grave recrudescenza dell'antisemitismo che non va sottovalutata. Anche per questo va ribadito con forza il rifiuto a ogni discriminazione, sancito dalla nostra Costituzione. Ribadiamo il nostro sì alla vita, alla convivenza, alla sicurezza, alla libertà religiosa per tutti i cittadini». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso, reso noto dall'ufficio stampa del Quirinale, letto durante la cerimonia di saluto al Tempio Maggiore di Roma.

Toaff fu un uomo di grande levatura morale e civile
Mattarella ha spiegato di essere «rimasto profondamente turbato dalla notizia della scomparsa del professor Elio Toaff, per lunghi anni rabbino capo di Roma. Avrebbe compiuto cento anni a fine mese e avevo in programma una visita di auguri. Non è facile, in poche righe - ha aggiunto -, ripercorrere per intero la vicenda umana e civile di Toaff, che si è dipanata per un lungo cammino, incrociando le fasi salienti del nostro recente passato. Vittima delle indegne leggi razziali - una delle pagine più buie della storia d'Italia - aderì alla Resistenza, nelle file di Giustizia e Libertà. Fatto prigioniero dai tedeschi, scampò miracolosamente alla fucilazione. Trasferitosi a Roma nel dopoguerra, si pose alla guida spirituale e morale di una delle più antiche comunità ebraiche d'Europa, sconvolta dalla deportazione del Ghetto e dalle altre persecuzioni, restituendole coraggio e voglia di vivere. Uomo di profonda cultura e di radicate convinzioni religiose, fu testimone di pace e di dialogo. La sua altezza morale lo fece diventare una figura venerata tra gli ebrei d'Italia - ha proseguito Mattarella -. Ma Toaff era un punto saldo di riferimento, stimato e benvoluto, per tutti gli italiani».

Auspico che a Roma ci sia presto una via a lui dedicata
«L'incontro nel Tempio maggiore di Roma con Giovanni Paolo II, di cui serbo ancora intatta l'emozione, ha costituito una pagina alta e bella. Quel giorno, dalla Sinagoga di Roma, si è levato un messaggio universale, che indicava al mondo la via del dialogo e della fratellanza tra le religioni. Quel giorno ha contribuito, in grande misura, a chiudere una secolare ferita nel corpo della nostra Nazione, fatta di pregiudizi, incomprensioni, ostilità e persecuzioni. Elio Toaff - ha ricordato - non va soltanto commemorato ma ne va ricordato, oggi e in futuro, l'insegnamento morale e civile. E' con queste parole, con commozione e tristezza, che rinnovo ai familiari del professor Toaff, alla Comunità ebraica di Roma e alle Comunità d'Italia, il cordoglio di tutti gli italiani.Nel rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale di Roma e delle normative esistenti, confido che sarei molto lieto dell'intitolazione di una via della Capitale a Elio Toaff, grande italiano", ha concluso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso durante la cerimonia di saluto al rabbino Elio Toaff al Tempio Maggiore di Roma.