15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Dopo la sparatoria al Tribunale di Milano

I magistrati chiedono che la collettività faccia cerchio intorno a loro

Per il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci, dopo la strage di Milano è necessario affrontare globalmente il tema della sicurezza. Ed esorta la collettività a sostenere l'azione della Magistratura. Sulla stessa linea, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, che ha lanciato un accorato appello perché i magistrati non vengano lasciati soli.

PALERMO (askanews) - «A Palermo la sicurezza è da tempo una priorità. Questo però non ci deve consolare né tranquillizzare, perché ci sono radici più profonde emerse con la vicenda di Milano. Il problema della sicurezza riguarda lo stesso rapporto dei cittadini con la Giustizia». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci, a margine di un'assemblea tenutasi stamani nell'aula magna del Palazzo di giustizia del capoluogo siciliano in cui si è parlato della sicurezza del tribunale dopo la strage di Milano.

AGUECI: SOSTENIAMO I MAGISTRATI - «Sono state molto importanti le parole del presidente della Repubblica - ha proseguito Agueci - che ha richiamato all'esigenza del sostengo da parte di tutta la collettività all'azione dei magistrati che per sua stessa natura è un'azione non certo indolore. Come avvenuto nel caso di Milano, il dovere di risolvere un conflitto comporta dei risentimenti e delle tendenze alla reazione da parte di persone che si sentono soggettivamente vittime di torti che magari tali non sono nella realtà. La Giustizia è questo, e il caso di Milano insegna che anche chi esercita funzioni cosiddette 'normali' si trova esposto a gravi rischi. E' una realtà che nella nostra esperienza abbiamo constatato tante volte. Questa può essere un'occasione perché il problema sicurezza venga affrontato in modo globale, che non riguardi solo quella fisica delle strutture, ma anche la sicurezza del modo in cui si svolge la funzione giudiziaria».

LEGNINI: NON LASCIARE SOLI MAGISTRATI - Sulla medesima linea, l'appello lanciato dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini: «I magistrati non possono essere lasciati soli». Da Legnini, intervenuto dal palco dell'assemblea Anm che si è tenuta questa mattina a Milano, parole di apprezzamento per le toghe milanesi «che insieme alle istituzioni e ai cittadini - ha puntualizzato - hanno dato una risposta ferma, addolorata e costernata ma serena». Il suo pensiero va soprattutto al giudice Ciampi, «che da ieri rappresenta tutti i magistrati italiani che fanno il loro dovere e che spesso sfuggono all'attenzione dell'opinione pubblica». Cordoglio anche per Lorenzo Claris Appiani, il legale rimasto ucciso nella sparatoria che secondo Legnini «simboleggia una nuova generazione di avvocati che danno un contributo fondamentale alla giustizia», così come per Giorgio Erba, altra vittima della sparatoria, «che con disciplina partecipava all'udienza di ieri».