7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30
ANM sulla sparatoria al Tribunale di Milano

Sabelli: «Troppe tensioni sulla giustizia, magistrati esposti»

L'Associazione nazionale magistrati, rappresentata da Rodolfo Sabelli, commenta i tragici fatti di Milano che hanno visto la morte di quattro persone nel Palazzo di Giustizia di Milano per mano di un uomo imputato per bancarotta fraudolenta.

ROMA (askanews) - Va respinta «ogni forma di discredito» dei magistrati. Lo afferma Rodolfo Sabelli, presidente dell'Anm (Associazione nazionale magistrati) a Uno Mattina (Rai1) dopo la strage di ieri al tribunale di Milano, precisando di non voler fare «un diretto collegamento causa-effetto tra l'opera di delegittimazione della magistratura e l'azione criminale individuale» di ieri.

FORME DI DISCREDITO VANNO RESPINTE - «Metterei da parte l'idea di un diretto collegamento causa-effetto tra l'opera di delegittimazione della magistratura e l'azione criminale individuale», ha detto Sabelli, «tuttavia vi sono troppe tensioni sulla giustizia, soprattutto in un periodo di tensioni sociali in cui magistrati e avvocati sono esposti, e ogni forma di discredito va respinta, e molto opportunamento il Capo dello Stato ieri ha richiamato il tema del discredito». In collegamento telefonico Sabelli ha sottolineato «il valore tragicamente simbolico» della strage di ieri, «anzitutto perché è successo all'interno del palazzo di giustizia, che è l'antitesi della violenza, e poi per il senso di solitudine in cui troppo spesso si trova chi lavora nella giustizia, abbandonato anche dal sistema di sicurezza assolutmanete inadeguato».

ORDINE AVVOCATI: ATTO ISOLATO FRUTTO DEL DISAGIO SOCIALE - Remo Danovi, presidente degli Ordine degli avvocati di Milano, intervistato dal Sole 24 Ore, ha commentato il tragico avvenimento di ieri, che ha visto la morte di quattro persone nel Palazzo di Giustizia di Milano per mano di un uomo imputato per bancarotta fraudolenta. «Penso che si tratti di un atto isolato, compiuto da una persona profondamente vittima di un disagio sociale che è stato male indirizzato. Non esiste una ragione politica. Abbiamo già vissuto una stagione in cui magistrati e anche avvocati sono rimasti vittime di violenza politica, ma non adesso».