20 aprile 2021
Aggiornato 19:00
Centrosinistra | Partito Democratico

Check up regole PD: la proposta di De Maria, Zampa, Vassallo

«Il partito è un successo ma Renzi metta in sicurezza le primarie. Sollecitiamo Orfini, Guerini e il Segretario ad occuparsi di questi temi»

ROMA (askanews) - «Interventi puntuali e mirati, per semplificare, chiarire e completare il quadro delle norme interne»: è la proposta di una sorta di «tagliando» allo statuto del Partito democratico, avanzata da Andrea De Maria, Salvatore Vassallo e Sandra Zampa. Si tratta di tre esponenti bolognesi, esponenti quindi della regione storicamente più forte per il Pd, l'Emilia Romagna, che hanno presentato alla Camera l'iniziativa sottolineando di essersi schierati in tre mozioni differenti all'ultimo congresso: De Maria (oggi in segreteria nazionale) con Gianni Cuperlo, Vassallo con Renzi e Zampa con Civati.

«Per dare più forza al Pd» è il titolo del documento che parte da una constatazione comune: «Il Pd è una storia di successo», hanno spiegato in conferenza stampa De Maria, Vassallo e Zampa e si fonda «su un'idea di partito che tenga insieme il partito degli iscritti e quello degli elettori», contraddizione che secondo De Maria «è ormai superata». «Quelli che dicono che dovremmo occuparci del partito dovrebbero occuparsi delle regole», ha sostenuto Vassallo, secondo il quale per «irrobustire la struttura» del Pd bisogna innanzitutto «stabilire una connessione con la platea larghissima di quelli che chiamiamo gli elettori. Quelli che votano alle primarie sono aderenti, ma non sono mai stati coinvolti» nella vita del partito. Unica eccezione: l'Emilia Romagna che ha costruito l'albo degli elettori. E proprio dall'Emilia Romagna, il candidato unitario alla segreteria regionale, Paolo Calvano, ha aggiunto la sua lettura sull'urgenza di questo intervento sulle regole: «Dobbiamo superare il modello di partito del Novecento senza trasformarlo in un comitato elettorale: potremmo chiamarla, come si faceva una volta, terza via».

Il Pd «si è rivelato l'unico partito di centrosinistra in Europa in grado di reggere alla prova elettorale ma ora è il momento di fare un check up per vedere quali cose hanno funzionato e quali meno». A partire, ha detto ancora Zampa, dalla «messa in sicurezza delle primarie: se avessimo provveduto con alcuni semplici accorgimenti non ci saremmo trovati di fronte a episodi che rischiano di metterle in discussione». Se non si procede a questa messa a punto di regole «si rischia di cedere a chi ci chiede delle chiusure, ma la grandezza del Pd è proprio nella sua apertura». La conclusione è un appello ai vertici del partito: «Sollecitiamo - ha precisato Zampa - Orfini, Guerini e Renzi ad occuparsi di questi temi».