25 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Pubblica amministrazione | Crescita digitale

Brunetta: «Fattura elettronica? Da Renzi numeri di pura fantasia»

«Al Premier sulla fatturazione elettronica dico che oggi è troppo facile cantar vittoria per nascondere il pressapochismo del suo tanto sbandierato piano per la crescita digitale». Lo dice Renato Brunetta, presidente dei Deputati di Forza Italia

ROMA (askanews) - "A Renzi sulla fatturazione elettronica dico che oggi è troppo facile cantar vittoria per nascondere il pressapochismo del suo tanto sbandierato piano per la crescita digitale». Lo dice Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, aggiungendo: "Parla di 1,5 miliardi di euro di risparmio (che vorrebbe dire 30 euro per ogni fattura, una enormità), di 9.000 enti della pubblica amministrazione centrale già coinvolti, di altri 12.000 enti delle amministrazioni locali. Numeri di pura fantasia, visto che fino ad oggi è stata gestita come un'altra tassa per le imprese, che in media spendono 15 euro per ogni fattura elettronica".

«Altro che 'passaggio epocale' - insiste Brunetta - questa è solo la prova definitiva della distanza del premier dai piani per la agenda digitale. L'obbligo di fatturazione elettronica verso le amministrazioni è previsto dalla legge finanziaria per il 2008 che ne fissa l'avvio con l'approvazione del Regolamento di attuazione. Per onestà ricordi allora che la bozza del decreto è stata preparata, insieme a tanti altri provvedimenti attuativi del Codice dell'amministrazione digitale, grazie al faticoso e minuzioso lavoro del governo Berlusconi (il parere del Consiglio di Stato non a caso è dell'ottobre 2011) e poi fermato, come tutti gli altri, dall'immobilismo interessato del governo Monti, sotto la regia dei ministri Corrado Passera e Francesco Profumo».

«Arriverà in Gazzetta ufficiale - prosegue il presidente dei deputati Fi - solo nell'aprile 2013 e purtroppo resterà un caso isolato: gli altri giacciono ancora nei cassetti dei ministri e il presidente del Consiglio ben si guarda dall'utilizzare la norma speciale che gli consente di andare avanti anche senza il loro parere. Renzi invece di puntare i numeri alla ruota della fortuna dica piuttosto come intende muoversi nella digitalizzazione della pubblica amministrazione dopo i fallimenti del commissario dell'Agenzia per l'Italia digitale, voluto da Passera, e della direttrice scelta da lui. Sulle macerie lasciate da Monti-Passera si può ricostruire ma serve coraggio, determinazione e capacità amministrativa, non basta organizzare o partecipare a eventi come fatto fino a oggi, a partire dal ridicolo Digital Venice».

«Pagamenti elettronici, identità digitale, firma digitale, posta certificata, dati territoriali, sicurezza informatica, disaster recovery e continuità operativa, interoperabilità delle tessere degli autobus? la lista dei progetti sospesi è lunga, almeno per qualcuno di questi mi aspetto numeri veri e una data certa, non le solite chiacchiere», conclude Brunetta.